Como, rimpatriato senegalese: aveva aggredito una capotreno

L’uomo era stato arrestato dalla volante nel novembre del 2025 per aver aggredito, con un pugno in pieno volto, la capotreno di un convoglio che da Milano Porta Garibaldi giungeva alla stazione S. Giovanni di Como

Como

La Polizia di Stato di Como, nella giornata di ieri, ha eseguito il rimpatrio coatto di un 33enne senegalese. L’uomo era stato arrestato dalla volante nel novembre del 2025 per aver aggredito con un pugno in pieno volto, la capotreno di un convoglio che da Milano Porta Garibaldi giungeva alla stazione S. Giovanni di Como. L’uomo risultava già gravato da molteplici precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, contro la persona, condanne per violenza, resistenza e minacce a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e rapina a carico dell’uomo. La vittima aveva riportato un grave ematoma sul volto ed una ferita al labbro, ottenendo una prognosi di 10 giorni.

Il senegalese è poi subito portato nella casa circondariale del Bassone, dove ha passato in custodia i successivi mesi finché, l’ufficio immigrazione della Questura di Como, diretto dal commissario capo Davide Brayda, ha adottato le idonee procedure amministrative che hanno permesso di ottenere l’ordine di rimpatrio.

L’esatta identificazione, il riconoscimento come cittadino dello stato del Senegal e il successivo rilascio del lasciapassare – condizioni necessarie per il rimpatrio – ha permesso ai poliziotti dell’immigrazione di avviare il procedimento con l’autorità giudiziaria, giungendo alla pronuncia della sentenza per espellere il 33enne.

Il 25 marzo, il Questore di Como Filippo Ferri ha dato incarico al dirigente dell’ufficio immigrazione, che a sua volta si è servito di una squadra specializzata di agenti della Polizia di Stato di Como, di scortare il senegalese fino alla scaletta di un aereo in partenza per Dakar, luogo dove l’uomo verrà preso in consegna dalle autorità di polizia del Senegal.

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