Como, una Rsa diffusa che cura a domicilio

L’iniziativa Il progetto coordinato da Ca’ d’Industria assiste a casa 107 anziani tra Como e comuni limitrofi. Custodi sociali, educatori e i tecnologie domotiche: così le persone possono essere autonome più a lungo

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La Ca’ d’Industria si prende cura di 107 anziani direttamente nelle loro case.

Grazie ai fondi del Pnrr, insieme a molti compagni di viaggio – dalla Croce Azzurra alla società di domotica Arco Iris, in collaborazione con Asst Lariana e con l’Ufficio di Piano come capofila – da alcuni mesi custodi sociali ed educatori stanno entrando gradualmente nelle case di oltre un centinaio di anziani per fornire aiuto, monitoraggio e assistenza, con l’obiettivo di prolungare l’autonomia di queste persone fragili all’interno del loro domicilio. «Non forniamo assistenza sanitaria – spiega Marisa Bianchi, direttrice della Ca’ d’Industria – ma una cura globale. Custodi sociali ed educatori, debitamente formati dall’Enaip, bussano alle porte per chiedere se c’è bisogno di andare dal dottore, per controllare le medicine o per risolvere pratiche burocratiche». Anche laddove siano presenti familiari vicini, serve tempo per stare accanto a queste persone. «Possiamo anche attivare la vera assistenza sanitaria domiciliare – spiega la custode Grazia Crea – richiedendo il consulto del medico o l’intervento degli infermieri di comunità dell’Asst Lariana». Il servizio è attivo per la città di Como e per i paesi limitrofi, sia nella cintura urbana sia sul lago.

«Seguo, per esempio, una signora di 85 anni di Brunate che vive isolata – racconta José Cattaneo, operatore della Croce Azzurra – anche per ragioni fisiche, come le scale, la strada in pendenza e le distanze che complicano la vita a molti anziani residenti nei paesi affacciati sul lago. È autonoma, ma è sola e ha il Parkinson. Ha bisogno di parlare, raccontare ed essere ascoltata. Quando non posso passare da lei perché ho altri anziani da seguire, facciamo lunghe chiacchierate al telefono». Dalla spesa alle visite in ospedale, sono diversi i servizi offerti a questi 107 anziani.

Basti pensare che buona parte delle Rsa comasche ha meno di cento posti letto: questa “Rsa diffusa”, coordinata dalla Ca’ d’Industria, anticipa quindi la richiesta di ricovero o la domanda di ingresso in struttura, ma previene anche le chiamate alle ambulanze e le corse improprie al Pronto Soccorso. Inoltre, sempre con i fondi del Pnrr, la Ca’ d’Industria ha costruito tredici alloggi protetti (nove a Como e quattro a San Fermo della Battaglia) per consentire agli anziani di vivere in autonomia, ma con un monitoraggio garantito. Si tratta di persone fragili, sì, ma in discrete condizioni di salute.

«L’obiettivo è prolungare la vita autonoma e sana nonostante le difficoltà e la solitudine – spiegano Chiara Tedesco e Tatiana Biondi per l’Ufficio di Piano – e ora che i termini del Pnrr sono conclusi, ci stiamo attrezzando per portare avanti il progetto grazie al sostegno di Fondazione Cariplo».

Una parte dei finanziamenti, pari a due milioni di euro, è stata inizialmente utilizzata per effettuare piccoli interventi di messa in sicurezza nelle abitazioni. All’interno delle case dei 107 assistiti è entrata anche la tecnologia. «Abbiamo installato sistemi salvavita per chiamare i caregiver o direttamente i soccorsi – spiega Elena Monetti, responsabile dell’azienda Arco Iris – e, dove necessario, telecamere per rilevare eventuali cadute. Abbiamo anche fornito orologi che monitorano i parametri vitali e che, essendo geolocalizzati, permettono di intervenire nel caso in cui gli anziani si allontanino o si perdano».

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