Il Comune sgombera gli orti sociali e diffida i pensionati di Rebbio

Il caso. Sfrattati gli anziani che coltivano i terreni di via Tettamanti: via tutti entro lunedì. «Dopo trent’anni nemmeno ci spiegano quale sia il motivo per cui dobbiamo andarcene»

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Il Comune sgombera gli orti sociali, diffidati gli anziani di Rebbio. Entro dopo domani, lunedì 13 luglio, i pochi orti sociali rimasti coltivati in via Tettamanti, una traversa di via Giussani, dovranno essere liberati. Palazzo Cernezzi ha inviato una diffida agli anziani interessati, con tanto di cartelli appesi a cancelli e reti del piccolo corridoio verde del quartiere.

Nel documento firmato il 24 giugno dal dirigente comunale Giovanni Fazio si legge che i cittadini in questione sono stati appunto diffidati e devono rimuovere «manufatti, materiali e occupazioni dagli orti». Una nota che fa seguito ad una comunicazione inviata a marzo, quando - scadute le concessioni - il Comune aveva fatto sapere a questi cittadini assegnatari degli appezzamenti che bisognava fare degli interventi sul verde tra alberi e siepi e che quindi pomodori e zucchine non avrebbero più potuto essere coltivati. Il termine per lo sgombero di bidoni e steccati è stato poi fissato per il 13 luglio, lunedì.

«Qualora l’interessato non provvedesse a ottemperare entro il termine, sarà considerato inadempiente e gli oneri economici derivanti dalla rimozione di eventuali masserizie e della ripulitura del loro verranno posti a suo carico». Già respinta ogni possibile manifestazione d’interesse al rinnovo della cura degli orti.

«Ma non si fa così – dice Michele Abiuso, figlio di uno degli assegnatari, 88 anni – Una volta i Comuni chiamavano, convocavano, se ne discuteva. Qui dopo trent’anni non ci hanno nemmeno detto perché ci mandano via. Detto che prima di noi questi orti sono stati coltivati per decenni da altri pensionati. In totale su questa riva scoscesa ci sono una quarantina di piccoli appezzamenti. Ma tanti sono stati abbandonati, diversi appassionati sono scomparsi, altri sono troppo vecchi. Siamo rimasti direi in una decina. Per liberare l’area, sotto al sole, non sapendo cosa fare, abbiamo chiesto aiuto ai volontari della parrocchia di Rebbio». Persone che hanno cercato di aiutare queste famiglie per fare la spola con la discarica, dispiaciute per il trattamento riservato dall’ente pubblico a un pugno di anziani del quartiere. «Siamo stati contattati e abbiamo dato loro un aiuto - spiega don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio - in cambio di una offerta, i volontari hanno lavorato due giorni sotto al sole. Peccato per gli orti sociali che rappresentnao una risorsa per i nostri anziani».

«Io mi sono fatto aiutare da mio genero – racconta Luigi Terrana, uno degli anziani assegnatari –, una faticaccia, abbiamo dovuto pulire anche orti e muretti non nostri, l’ufficio del Comune ci ha detto che non potevamo dimostrare fossero già così quando li abbiamo ricevuti, dunque dagli anni Novanta, a meno che avessimo conservato una foto dell’epoca... Figurarsi. A febbraio comunque ho ricevuto una telefonata da Palazzo Cernezzi, un funzionario mi ha consigliato di non piantare più niente perché scadute le concessioni, non rinnovate nel 2025, adesso gli orti sarebbero tornati al Comune. Gli ho chiesto il motivo, ma nessuno ci ha mai risposto».

Per sapere cosa il Comune intende fare della scoscesa riva verde La Provincia ha chiesto spiegazioni al dirigente comunale che ha firmato la diffida, Fazio, ma non è a conoscenza del futuro utilizzo dell’area. Neppure dal settore delle opere pubbliche non è stato possibile ricevere una risposta telefonica.

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