Con un nuovo presidente la Cri può voltare pagina: «Ora serve l’aiuto di tutti»
La nomina Il volontario soccorritore Paolo Gargiulo si aggiudica l’elezione con 80 preferenze: «Ora riconquistare la stima»
Lettura 1 min.Operatore tecnico al Sant’Anna, 48 anni, volontario soccorritore già impegnato nelle emergenze post eventi climatici, Paolo Gargiulo è il nuovo presidente della Croce Rossa di Como.
Il suo mandato, dopo le votazioni di domenica interne al comitato, punta a voltare definitivamente pagina dopo anni più che difficili, tra commissariamenti e fallimenti. «Sono molto contento per l’orgoglio dimostrato dal comitato – commenta Gargiulo – il sostegno dei consiglieri che si sono candidati, il coinvolgimento dei volontari, di Como e di Lipomo. Tutta energia della quale ci sarà grande bisogno, tesa la mano anche all’altro gruppo di colleghi che si è presentato a queste elezioni. Un voto che permette ai volontari comaschi di ritrovare l’autonomia dopo una lunga parentesi che speriamo diventi soltanto un lontano brutto ricordo. Dobbiamo voltare pagina, ritrovare la normalità, ora che abbiamo chiuso il concordato sono in partenza più attività e progetti. Dobbiamo richiamare i tanti cittadini che si sono allontanati, ma che ancora vogliono bene alla Croce Rossa. Conquistando di nuovo la stima e il rispetto delle istituzioni con le quali di recente stiamo collaborando con passione».
Gargiulo con 80 preferenze ha superato l’altro candidato, Riccardo Colombo, 62 voti. Il nuovo presidente succede all’ultimo di una lunga serie di commissari, Emilio Ghiringhelli, chiamato la scorsa estate da Milano dopo che il precedente presidente eletto, Paolo Beretta, era stato messo alla porta per la gestione contestata del centro migranti di via Oltrecolle, luogo giudicato non a norma e con scarso decoro. Dopo la gestione guidata da Matteo Fois, accumulati milioni di euro di debiti, quattro commissari si sono alternati nel tentativo di sanare una situazione davvero grave. Ora la Croce Rossa ritrova una sua stabilità.
«Lo dobbiamo ai comaschi, ai lipomesi – dice ancora Gargiulo – confidiamo nell’attaccamento di tutti all’associazione per garantire la migliore assistenza possibile alla popolazione». In questi anni per superare la crisi, finita all’attenzione dei tribunali, la Croce Rossa di Como ha salutato i colleghi della valle d’Intelvi che hanno costruito un percorso autonomo. E, sempre per rientrare dai debiti, hanno venduto alla Croce Rossa di Roma la nuova sede di Lipomo, salvo poi rientrarci in comodato d’uso gratuito, una manovra che ha in parte sanato i bilanci. Con i conti in rosso, il clima pesante, diversi episodi spiacevoli e i tanti sacrifici chiesti ai crocerossini, molti cittadini si sono allontanati dall’associazione. Che, ciò nonostante, ha cercato di portare avanti oltre ai servizi d’urgenza per il 118 anche diverse attività solidali per i bisognosi, la spesa amica, un ambulatorio per i codici minori, tra i progetti immaginati in prossima partenza una assistenza infermieristica domiciliare.
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