Conto salato nella causa di divorzio. Ma il giudice lascia tutti a bocca asciutta

La sentenza Ex coniugi si dichiarano guerra: quasi 900mila euro contesi, nessun risarcimento. Dal Rolex al pugnale del nonno fino alle sorti del B&B. La sentenza: «Richieste infondate»

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C’eravamo (così) tanto amati che, ora, ci facciamo una guerra giudiziaria da 900mila euro. Peccato che il giudice bolla tutte le richieste come «infondate» e lascia sia l’ex marito che l’ex moglie a bocca asciutta. Con - in più - le spese legali da pagare.

Il Tribunale civile di Como ha rigettato tutte le richieste di danni e risarcimenti che due ex coniugi, i quali si erano detti addio ben dieci anni fa, si sono rinfacciati per il tramite dei rispettivi avvocati. E ha pure negato la restituzione di una serie di oggetti di famiglia che vanno dal servizio in argento e un Rolex fino a un antico pugnale ornamentale. Ma la controversia, in realtà, nasce dalle sorti del B&B che la coppia aveva. Nell’accordo di separazione tra i due, il marito aveva concesso gratuitamente alla moglie, nel 2016, l’utilizzo bed&breakfast. Tre anni più tardi l’immobile doveva essere restituito, in base a quell’accordo, ma è rimasto nella disponibilità dell’ex moglie. Solo nel 2023 la donna lascia il B&B dopo che la Cassazione accerta definitivamente la cessazione del comodato e dispone il rilascio dell’immobile.

L’ex marito, però, non ci sta. E decide di far pagare quei quattro anni di ritardo alla sua ex e nel 2025 fa causa chiedendo qualcosa come quasi 650mila euro tra danni, mancati guadagni, rimborsi spese, pagamento delle utenze, perdita economica sull’utilizzo del B&B, attività abusiva sull’uso dello stesso. E poi la restituzione di una serie di beni: un servizio di posate d’argento massiccio, un antico pugnale ornamentale appartenuto al nonno materno, un orologio Rolex da donna, in oro, con quadrante bianco in madreperla, una coppia di orecchini con perla e brillante, un anello con smeraldo circondato da diamanti, montato in oro giallo, un’altra coppia di orecchini con diamanti, montati in oro giallo, un bracciale d’oro, una serie di stampe floreali con cornici in legno e foglia d’oro e tre scatole di orologi Rolex, con le relative garanzie.

Addirittura l’uomo - nel frattempo - aveva denunciato penalmente la ex, ma il fascicolo è stato archiviato.

Arrivata la causa la donna, anziché limitarsi a difendere, passa al contrattacco. Chiedendo all’ex coniuge poco meno di 250mila euro. In particolare il risarcimento degli investimenti effettuati per l’avvio del B&B, l’indennizzato per il suo avviamento, le restituzione dei premi assicurativi e il pagamento delle spese per il figlio.

Insomma, una guerra a tutto campo. Che però il giudice disinnesca respingendo tutto quanto. Pure la contestazione di lite temeraria: «La reciproca complessità dei rapporti fra le parti, l’esistenza di un contenzioso familiare ultradecennale e la presenza di questioni giuridiche effettivamente controverse - la motivazione del giudice - escludono sia la mala fede sia la colpa grave».

Il risultato, alla fine, è un nulla di fatto. A fronte di una guerra da quasi 900mila euro.

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