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La risposta Genitori preoccupati se la scuola chiuderà: «La Ugo Foscolo non è pronta»
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Mancano 108 giorni all’inizio del prossimo anno scolastico e, anche se il destino della scuola primaria Corridoni è ancora da decidere (sarà comunicato dal Tar entro 60 giorni a partire dal 28 aprile), nel caso in cui la ricollocazione decisa dal Comune dovesse realizzarsi, ci sono dubbi sul fatto che gli spazi alternativi siano pronti per gli studenti.
Da qui la preoccupazione dei genitori, così come del consiglio d’istituto di Como Borgovico, che replica alle affermazioni fatte dal capogruppo della Lista Rapinese, Gianfranco Rossetti, nella nostra intervista di domenica scorsa: «Rossetti sostiene che esista già un progetto di ristrutturazione per la scuola Foscolo. Per quanto risulta al Consiglio di Istituto non esiste alcun progetto, ma soltanto un presunto stanziamento di due milioni di euro e l’annuncio sui giornali». Insomma, con tre mesi di vacanze davanti, «non è stato cominciato nessun lavoro e non siamo a conoscenza di alcuna progettazione dei lavori» commenta Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto. Nello specifico, il Comune aveva previsto che, con la chiusura della scuola di via Sinigaglia, i bambini sarebbero stati redistribuiti sugli altri plessi, tra cui la scuola media Ugo Foscolo.
L’ipotesi di costruire una manciata di aule sulla terrazza dell’edificio in via Borgovico era stata ritenuta insufficiente e inadatta. Il consiglio d’istituto spiega che «per accogliere gli alunni oggi alla Corridoni servirebbero 11 aule, servirebbero degli spazi accessori dedicati (comprese le aule di sostegno per i più fragili e una palestra disponibile -visto che quella della Foscolo è già occupata al 100%)». C’è poi la questione degli orari diversi tra medie ed elementari, così come il punto di domanda sulla mensa, che la Foscolo non ha, ma che servirebbe ai bambini delle elementari. «Se davvero il progetto esiste – commenta Molteni- chiediamo che venga condiviso immediatamente con la scuola che deve gestire tutti gli aspetti organizzativi conseguenti. Quando sarebbero previsti i lavori? Si pensa di lavorare anche con gli studenti in presenza?». Tante domande la cui risposta dipenderà, ancora una volta, dal Tar.
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