Corridoni, nuovo scontro. Il sindaco: «Cartongesso crollato, ma la scuola lo ha negato davanti al tecnico comunale»

Il caso della scuola di via Sinigaglia ancora al centro del confronto in città. Il Consiglio d’istituto: «Nessun crollo, solo mancata manutenzione da parte del Comune». Martedì pomeriggio la festa delle famiglie e del personale scolastico

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Como

Uno spazio rilevante del consiglio comunale di lunedì scorso è stato dedicato al confronto sulla scuola primaria Corridoni di via Sinigaglia. La consigliera Paola Ceriello (Forza Italia) ma anche Patrizia Lissi ed Eleonora Galli (Pd) hanno chiesto nuovi chiarimenti sul caso dell’istituto. Il sindaco Alessandro Rapinese ha difeso la scelta della giunta, soffermandosi sullo stato dell’edificio e sulla destinazione dell’area: «Il giorno dopo l’ordinanza di accoglimento della sospensiva sulla Corridoni da parte del Consiglio di Stato, si è verificato un crollo di cartongesso nel refettorio. Questo Consiglio comunale ha deciso in maniera legittima la chiusura dell’istituto, con l’approvazione di Provincia e Regione, definendo anche la futura destinazione della struttura, che consentirà di realizzare un parcheggio e liberare altre aree dal traffico».

Non si è fatta attendere la dura risposta dell’istituzione scolastica attraverso Simone Molteni, presidente del Consiglio di istituto del comprensivo Como Borgovico: «Il sindaco afferma una serie di falsità. Intanto - spiega - sostiene di aver chiesto alla scuola se fosse vero dei pannelli caduti ricevendo una risposta negativa. A chi l’ha chiesto? Inoltre prosegue - non è crollato assolutamente niente. Sono stati i bidelli a togliere due pannelli del controsoffitto perché li hanno visti bagnati. Li hanno tolti loro e la segnalazione alla scuola è stata fatta. Li hanno rimossi preventivamente per un motivo semplice: ogni segnalazione fatta al Comune non riceve mai risposta in tempi normali e quindi non avrebbero mandato qualcuno a sistemare la situazione in tempi brevi».

Secondo il presidente del Consiglio d’Istituto, l’origine delle infiltrazioni d’acqua non risiede in un cedimento strutturale, ma nella cronica assenza di interventi ordinari da parte dell’amministrazione comunale, proprietaria dell’immobile: «Con l’acquazzone dell’altro giorno il tetto si è riempito di aghi di pino. Continuiamo da anni a fare le segnalazioni al Comune per pulire i pluviali. Sugli edifici gli interventi spettano al Comune per legge, noi non possiamo salire sui tetti a pulire i pluviali. Il Comune è l’unico responsabile ed è l’unico che può toccarli: se non fa manutenzione continua -, sta facendo deperire il valore di un bene pubblico che è di tutti i cittadini. Continuare a non fare manutenzione e lasciare che ci siano infiltrazioni fa scendere il valore economico dei nostri beni per poi poter dire che il tetto è rotto e la scuola va chiusa».

Ma martedì, in serata, il sindaco ha nuovamente replicato con un video sui propri canali social esibendo anche fotografie e documenti: «Il crollo del cartongesso c’è stato, è oggettivo e ci sono le prove. La società di ristorazione ha infatti inviato una fotografia e una relazione via Pec al Comune in cui veniva documentata la caduta. La società ha inoltre informato il Comune di aver condiviso quanto accaduto con la referente della scuola, a tutela della sicurezza dei bambini: di comune accordo, società di ristorazione e scuola hanno deciso di dichiarare inagibile il refettorio che infatti non è stato utilizzato. Peccato che il giorno seguente - prosegue Rapinese - la stessa dirigente scolastica abbia negato l’esistenza del crollo in presenza dei tecnici comunali inviati dall’assessore competente. Il nostro tecnico quindi non è potuto intervenire e naturalmente ha scritto e firmato una relazione in questo senso. La Corridoni quindi è perfetta a differenza di altre scuole come quella di via Fiume? Forse qualcuno ha paura che il Consiglio di Stato si accorga delle reali condizioni di quella scuola? Infine - dice il primo cittadino - è molto grave che qualcuno continui a mentire: la società di ristorazione si è inventata un crollo?

La foto inviata al Comune è stata realizzata con l’intelligenza artificiale? Credo - conclude Rapinese - di aver fornito abbastanza elementi ai cittadini perché possano capire che qualcuno sta raccontando molte bugie: il problema è che questo viene fatto da persone che gestiscono bambini. Negare il crollo avvenuto il giorno dopo la sospensiva del Consiglio di Stato è gravissimo ed accerteremo tutte le responsabilità nelle sedi opportune».

Intanto martedì pomeriggio si è svolta anche una festa delle famiglie e del personale scolastico, dopo la “vittoria” al Consiglio di Stato.

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