Corridoni, oggi la nuova sentenza. E il Pd chiede l’intervento del prefetto
Scuola. Attesa la decisione del Consiglio di Stato dopo il caos trasferimenti dei plessi. I parlamentari Braga e Russo interrogano il ministro Valditara: «Situazione inaccettabile»
Lettura 1 min.Como
Oggi è il giorno del verdetto del Consiglio di Stato sulla chiusura della scuola “Corridoni” di via Sinigaglia, davanti al quale i genitori hanno impugnato la sentenza del Tar di Milano che aveva dato ragione a Palazzo Cernezzi. Tar che aveva respinto le istanze dei genitori motivando la decisione, tra le altre cose, con il fatto che «la ricollocazione (a partire dalla scuola di Via Borgovico 193, che si trova a soli 450 metri dalla scuola di via Sinigaglia), appartengono allo stesso Istituto Comprensivo di Como Borgo Vico o risultano, comunque, non distanti dalla sede attuale» e citava «quanto allegato da parte del Comune di Como in ordine all’estensione degli spazi esistenti, anche all’aperto, nella scuola di via Borgovico 193, idonei, previa riorganizzazione interna, già in itinere, ad ospitare gli alunni della scuola di via Sinigaglia 10».
Impossibile fare previsioni e bisognerà capire se e in che misura il fatto che in via Borgovico non andrà nemmeno un bambino poiché, come ha fatto sapere Palazzo Cernezzi il 20 agosto, non ci sono gli spazi sufficienti e la conseguente decisione di virare su via Fiume (che era indicata opzione residuale), sarà sufficiente ai giudici di secondo grado per accogliere la sospensiva. Anche in caso contrario non si fermano le proteste e le azioni politiche. La richiesta interventi è stata formalizzata ieri dalla capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga e dal deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo con due interrogazioni rivolte direttamente al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Quest’ultimo, pochi giorni fa, aveva dichiarato a “La Provincia” che «a così pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico siamo di fronte a una situazione oggettivamente anomala e inaccettabile». Braga dice che «non possiamo accettare che circa 200 bambini vengano trasferiti e sballottati da un plesso all’altro» e per questo ha chiesto a Valditara «di assumere ogni iniziativa utile per garantire agli alunni condizioni adeguate di sicurezza, idoneità e continuità educativa: elementi che già sussistono oggi nell’edificio di via Sinigaglia, fatta oggetto di un irresponsabile piano di riorganizzazione da parte del Comune, condizioni che invece non sarebbero garantite nella Venini, come confermato dagli Uffici scolastici regionale e provinciale».
Il collega azzurro Russo sottolinea che «la chiusura della “Corridoni”, in pieno centro, col trasferimento degli alunni anche a chilometri di distanza, pur in presenza di dubbi sulle condizioni di idoneità e piena funzionalità degli spazi individuati come sedi alternative, non appare una soluzione accettabile». E ancora: «L’autonomia degli enti locali è sacrosanta ma non può andare in contrasto con l’esigenza superiore, costituzionalmente garantita, di promuovere azioni positive per le famiglie. Per questa ragione abbiamo chiesto al ministro di assumere informazioni e di farsi promotore di ogni iniziativa utile perché vengano garantite le migliori condizioni in termini di offerta formativa, sicurezza e spazi». Ieri tutto il Pd di Como ha chiesto anche l’intervento del prefetto «in merito alla situazione attuale, viste anche le parole del sindaco in risposta al ministro e l’aggravarsi di uno scontro istituzionale inaccettabile».
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