Scontro tra provveditori e sindaco
Caso Corridoni. L’Ufficio Scolastico regionale e quello provinciale contestano la gestione della chiusura. «Lavori alla scuola Foscolo mai iniziati, risulta impossibile il trasferimento delle classi in tempi congrui»
Lettura 2 min.Due durissime prese di posizione sulla gestione da parte del sindaco Alessandro Rapinese della chiusura della Corridoni di via Sinigaglia a settembre sono arrivate ieri dai vertici regionale e provinciale del mondo della scuola e la vicenda è stata resa nota anche al ministro delle Politiche educative Giuseppe Valditara. Il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciana Volta interviene in seguito alle parole con le quali il sindaco ha scaricato pubblicamente la responsabilità del caos in cui si trovano 200 alunni e le rispettive famiglie sulla scuola e sulla Regione.
«Attribuire alla scuola responsabilità che la legge assegna ad altri enti, significa alimentare confusione su un tema che richiede invece rigore e chiarezza – le parole del provveditore regionale -. La normativa è inequivocabile, per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, la proprietà degli edifici, la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi di messa in sicurezza e le decisioni conseguenti allo stato degli immobili sono competenza del Comune». Volta aggiunge: «L’Ente Regione svolge un ruolo diverso, ma altrettanto importante: programma gli investimenti, mette a disposizione risorse economiche e sostiene gli enti locali nella riqualificazione del patrimonio scolastico. Non gestisce gli edifici, non ne decide la chiusura e non può sostituirsi ai Comuni nell’esercizio delle loro funzioni». E ancora: «Sorprende che il sindaco scelga, ancora una volta, di spostare il dibattito su responsabilità che non appartengono alla scuola, anziché confrontarsi con le competenze che la legge attribuisce direttamente all’amministrazione comunale. La sicurezza degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico merita serietà e senso delle istituzioni, non polemiche». Manifestando di nuovo la disponibilità a collaborare, auspica che «il confronto pubblico si basi su dati oggettivi e sul rispetto delle attribuzioni istituzionali, nell’interesse esclusivo degli studenti, delle famiglie e della comunità. Meno legittimo è attribuire ad altri responsabilità che la legge assegna chiaramente al Comune. Su questo punto non esistono interpretazioni: esistono norme precise che definiscono ruoli e competenze, ed è nell’interesse di tutti rispettarle».
Altrettanto ferme le parole di Imerio Chiappa, dirigente dell’ufficio scolastico territoriale della provincia di Como che ribadisce come la messa a disposizione di aule ed edifici non sia di sua competenza: «Ai sensi della normativa, giova ricordare, la competenza in materia di edilizia scolastica e di individuazione delle sedi delle scuole primarie è attribuita all’Ente locale proprietario». E smentisce Rapinese: «L’ufficio scolastico territoriale, così come l’amministrazione scolastica nel suo complesso, non può sostituirsi all’Ente locale nell’individuazione di edifici o sedi fisiche destinate allo svolgimento delle attività didattiche. Eventuali richieste e/o affermazioni, volte ad attribuire all’ufficio tale funzione risultano pertanto prive di fondamento».
Il provveditore è molto netto sulla questione Corridoni e parla di impossibilità di spostarsi per settembre: «È appena il caso di rammentare come i lavori di ampliamento, previsti e necessari, non abbiano in realtà mai avuto inizio, con ciò rendendo impossibile il trasferimento in tempi congrui per il regolare avvio dell’anno scolastico prossimo». Conclude dando disponibilità a collaborare, ma ribadendo che il Comune deve indicare aule idonee. E da quanto trapela il sindaco Rapinese non ha intenzione di arretrare e ha dato indicazione di reperire spazi e aule per chiudere a tutti i costi la Corridoni, nonostante appelli, richieste e il ricorso al Consiglio di Stato.
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