Corridoni, sentenza l’1 settembre. E riesplode la polemica politica
Via Sinigaglia Il Consiglio di Stato fissa l’udienza sul ricorso contro il Comune che vuole chiudere la scuola
Lettura 1 min.Il verdetto (forse definitivo) del Consiglio di Stato sul destino della scuola “Corridoni” di via Sinigaglia arriverà il prossimo primo settembre. Dai genitori che hanno impugnato la sentenza di primo grado del Tar (che aveva dato ragione al Comune) si apprende infatti che è stata fissata per il 1 settembre la discussione collegiale dell’istanza in camera di consiglio a Roma dopo che ieri è stata respinta la richiesta di sospensiva “in audita altera parte”, quella per semplificare, super urgente con il giudice monocratico e senza sentire la controparte (cioé il Comune).
Intanto a Palazzo Cernezzi, già prima delle durissime prese di posizione del dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Imerio Chiappa e del direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciana Volta, Rapinese aveva dato mandato ai settori coinvolti di attivarsi per recuperare gli spazi necessari al trasferimento dei 200 alunni della Corridoni nelle altre scuole individuate (la Foscolo di via Borgovico con la sua sede staccata di via Friuli e ancora la Filzi, via Perti e via Fiume che fa però parte di un altro istituto comprensivo con tutte le difficoltà aggiuntive del caso). Lo stesso sindaco in un video pubblicato domenica su Facebook aveva scaricato tutte le responsabilità sulla scuola sul caos in cui si trovano 200 ragazzini e altrettante famiglie. I due vertici scolastici hanno successivamente chiarito come «la normativa è inequivocabile, per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, la proprietà degli edifici, la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi di messa in sicurezza e le decisioni conseguenti allo stato degli immobili sono competenza del Comune».
Altro punto fermo è che alla Foscolo, destinazione principale alternativa, i lavori di ampliamento e di adeguamento da due milioni di euro non sono nemmeno iniziati. E ieri sera in un nuovo video il sindaco Alessandro Rapinese ha ribadito tutto quanto detto nel precedente attaccando ancora il mondo della scuola. Intanto riesplode la polemica politica. «Accolgo con soddisfazione i chiarimenti forniti dal provveditore di Como e dalla direttore generale regionale – dice il presidente provinciale di FdI Stefano Molinari - Prima di qualsiasi eventuale decisione sulla chiusura della scuola Corridoni devono essere concretamente garantite tutte le condizioni necessarie ad assicurare la continuità didattica». E ancora: «Mi auguro che, alla luce di questi autorevoli chiarimenti, il sindaco abbandoni definitivamente gli annunci e i toni perentori utilizzati fino ad oggi». È arrivata anche la presa di posizione del coordinatore cittadino di Forza Italia Davide Gervasoni che denuncia come «le famiglie apprendono solo in questi giorni una decisione che avrà conseguenze pesanti sui loro figli, senza sapere con certezza dove verranno collocati, in quali spazi e con quali garanzie per il loro percorso scolastico. Alla Corridoni ci sono anche tanti bambini con fragilità: spostarli quando hanno già iniziato il loro percorso scolastico significa creare un disagio enorme a loro e alle loro famiglie. Ci chiediamo il perché di tutta questa fretta».
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