(Foto di archivio)
Como Il tribunale ha cancellato l’esclusione di Matteo Fois, allontanato nel 2021. Resta da discutere l’accusa di peculato in relazione ad alcuni presunti rimborsi illeciti
Como
La radiazione all’ex presidente della Croce Rossa di Como Matteo Fois è stata cancellata.
Se il comitato di Como dovesse tornare alle elezioni, dopo anni di commissariamenti e problemi economici, paradossalmente potrebbe presentarsi anche Fois. Proprio la persona che, su tutte, è stata sempre ritenuta responsabile dei travagliati anni trascorsi recentemente dai soccorritori.
Lo ha deciso mercoledì il giudice della sezione XVI civile del tribunale di Roma, accogliendo l’impugnazione contro la radiazione comminata dalla Croce Rossa italiana a Fois nel febbraio del 2021 e condannando il comitato nazionale a rifondere 5.400 euro di spese di giudizio sostenute dall’appellante.
La sentenza, più che sui guai nei quali la Croce Rossa di Como è incappata, si concentra soprattutto sui tempi. Di fatto le contestazioni mosse nei confronti di Fois, che gli sono valse la radiazione, sono arrivate tardi, oltre i termini previsti dai regolamenti. Non sono state rispettate le procedure sancite dalla stessa associazione di primo soccorso. «Il procedimento disciplinare non ha rispettato i termini di avviso di tre mesi – si legge nel dispositivo - previsti per l’inizio del procedimento disciplinare». Di conseguenza «la delibera non è valida».
La radiazione finale risale al febbraio del 2021, mentre il procedimento risale a pochi giorni prima del Natale 2020. Ma la procedura di radiazione, ribadisce il giudice, deve essere avviata entro tre mesi dalla conoscenza dei fatti. A quel punto ci sono poi altri sessanta giorni per emettere una decisione. Tuttavia, il primo commissariamento del comitato di Como risale a febbraio 2020. Già all’epoca, scrive il giudice, «il quadro complessivo delle irregolarità commesse dal Fois era stato delineato e ricostruito in modo puntuale e dunque la conoscenza dei fatti sin da quel momento, lungi dall’essere frammentaria, era già anzi connotata da una visione globale di tutte le contestazioni». Dunque niente radiazione: Fois, difeso dall’avvocato Mario Botta, resta un crocerossino. E poco importa se poi quelle irregolarità sono state davvero commesse: i tempi per cacciare dall’associazione l’ex presidente non sono validi. «La fondatezza del motivo di impugnazione assorbe ogni altra questione anche di merito» si legge nella sentenza.
Intanto in tribunale a Como come noto buona parte delle accuse mosse a Fois sono ormai state derubricate. La parte lesa, ovvero la stessa Croce Rossa di Como, non ha presentato denuncia per alcuni capi e dunque non è possibile procedere con il giudizio.
Resta da discutere l’accusa di peculato solo per alcuni presunti rimborsi illeciti, in particolare una somma ottenuta dall’Agenzia regionale per l’emergenza urgenza, come pure dei soldi forse intascati da Fois per una indebita compravendita di auto. Le cifre si sono molto ridimensionate e il caso tornerà in aula ad aprile. Verso marzo, invece, il Comitato di Como conta di estinguere i debiti maturati dalla vecchia gestione, che corrispondono a circa 8 milioni di euro.
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