Croce Rossa, tagli drastici e vendite. Spunta l’idea di una “bad company” per scaricare i 7 milioni di debiti

La crisi Tesissima riunione del presidente nazionale con soci e dipendenti nella sede di Lipomo. Chiesti sacrifici, ma sui debiti nessuna certezza. I vertici: non parlate con la stampa o i sindacati

La Croce Rossa cerca di ripartire, scaricando i vecchi debiti. Volontari e dipendenti si sono riuniti giovedì sera per l’arrivo del presidente facente funzioni nazionale Rosario Valastro. Sul tavolo lo stato di crisi in cui versa il comitato locale. Presenti circa duecento persone nei garage della sede di Lipomo.

«Il comitato nazionale farà la sua parte, i cittadini comaschi non verranno lasciati senza assistenza – così ha commentato dopo l’assemblea Valastro – faremo un taglio netto con il passato. Massima collaborazione con la magistratura per le responsabilità che hanno portato a questo stato di crisi. Faremo poi un’opera di risanamento. Garantendo la continuità dei servizi sul territorio. Con l’aiuto degli altri comitati presenti in provincia che avranno un ruolo di garanti, almeno per vigilare sulla trasparenza all’interno del comitato cittadino. Dovremo fare qualche sacrificio, specialmente per quanto riguarda la sede di Lipomo». Per la sede di San Fedele la Croce rossa è sempre convinta di poterla cedere ai Comuni.

«Ora serve un taglio con il passato» e una ripartenza da zero»

Cosa s’intenda per «risanamento strategico» e come il nuovo progetto possa «valutare le vecchie passività» non è però stato detto chiaramente ai volontari e ai dipendenti. Ma una delle idee sulle quali si lavora è quella di una “bad company” sulla quale lasciare i circa sette milioni di euro di debiti, un buco che si è accumulato per colpa della gestione Fois, poi commissariata, le cui operazioni sono arrivate all’attenzione della magistratura.

Ripartiamo da zero

Durante la riunione di giovedì sera i vertici della Croce rossa hanno confermato la volontà di vendere la sede di Lipomo e di cercarne una più piccola, concentrando più volontari in città, dato che l’immobile di via Italia Libera è di proprietà del comitato centrale. Hanno sottolineato che ora serve «un taglio con il passato» e una «ripartenza da zero». Con l’obiettivo di rendere autonomo il comitato di Como dal prossimo autunno. La soluzione tecnica allo studio, sentite le voci più addentro alla questione, sarebbe quella di liquidare il vecchio comitato con tutti i debiti al seguito, una scatola dentro la quale inserire anche la sede di Lipomo. Con buona pace dei creditori.

Mentre i servizi oggi forniti alla cittadinanza verrebbero portati avanti da un comitato ripulito, più spostato sulla sede di Como e con un minor numero di dipendenti. Del resto il comitato di Roma non può esporsi e coprire il debito del comitato di Como, un ente autonomo. Significherebbe creare un precedente. Infatti diversi comitati in mezza Italia sono in difficoltà, in molti alzerebbero la mano. Comunque queste ultime ricostruzioni sono smentite ufficialmente da Valastro che vuole al contrario mettere in luce il grande spirito di collaborazione trovato a Como. «Faremo delle riunioni periodiche, ci siamo presi un impegno – così Valastro – dobbiamo elaborare il progetto migliore per far uscire la Croce rossa di Como dalla crisi».

Una nota, all’inizio dell’assemblea di giovedì il commissario straordinario inviato da Roma Alberto Piacentini ha chiesto a tutti di non rivolgersi alla stampa come ai sindacati, perché notizie e informazioni ledono a suo dire l’immagine dell’associazione. Ha anche invitato eventuali giornalisti non soci presenti a lasciare la sala.

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