Cuocere la pasta con il gas spento: l’idea di Parisi “scalda” anche Como

Caro bollette Per risparmiare il premio Nobel propone la cottura spegnendo il fornello. I fisici comaschi: «Funziona». Il professor Magatti: «Facevano così anche i nostri nonni»

La pasta a fuoco spento cuoce davvero, ma per i fisici la variabile scientifica è il gusto. In tempo di caro bollette i consigli per risparmiare il gas diventano preziosi. E così è sceso in campo perfino il premio Nobel Giorgio Parisi, il quale ha fornito la prova che la pasta può essere cotta anche a fuoco spento.

Come? Il fisico ha spiegato che portata l’acqua ad ebollizione, dopo aver buttato la pasta, si deve aspettare due minuti e poi spegnere il fuoco tenendo la pentola ben coperta. Prima di scolare basta aspettare due minuti in più rispetto a quanto riportato sulla confezione. Per un normale formato di spaghetti sono otto minuti di gas risparmiati ogni giorno. La somma di questo nuovo metodo di cottura può generare risparmi ingenti.

«Fisicamente funziona – dice Massimo Caccia, professore di fisica all’università dell’Insubria – perché anche senza ebollizione l’acqua mantiene a lungo una temperatura sufficientemente elevata tale da cuocere la pasta. Da renderla mangiabile, ecco. Del resto la cottura a basse temperature non è nuova in cucina. Immagino però che la consistenza sia poi differente».

«Superato il bollore prima che si raffreddi l’acqua la pasta continua a cuocere – conferma Michela Prest, collega di fisica sempre all’Insubria – la capacità termica dell’acqua resta, dura, solo serve più tempo. Non spetta poi a me giudicare il gusto del piatto, non sapendo nemmeno fare un uovo al tegamino».

«È una questione di energia – dice Bruno Magatti, docente comasco di fisica ed ex assessore – ciò che il Nobel Parisi ha rilanciato indipendentemente dal gusto e dalla ricetta non è altro che un esercizio contro lo spreco. Tenere il coperchio sopra alla pentola evita che l’energia generata prima dal gas e poi dall’ebollizione venga dispersa in evaporazione. E’ un principio semplice. Non è una novità. Parisi infatti si ricorda dei nostri nonni, in una società che disponeva di poca energia e dunque doveva escogitare dei metodi per consumare il meno possibile. La somma di tanti piccoli risparmi può generare risparmi ingenti».

Coprire la pentola con un coperchio da subito porta l’acqua prima ad ebollizione e dunque è un ulteriore risparmio. «E come facevano sempre i nonni – dice ancora Magatti – cucinare d’inverno con le finestre chiuse integra il calore domestico». Chissà se, fisici a parte, la cottura a fuoco spento convincerà anche i cuochi e chi ama dilettarsi dietro i fornelli.

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