Dall’alluvione dell’87 al Covid: mezzo secolo tra gli ombrelloni del lido di Villa Olmo
Il personaggio Maurizio Locatelli ripercorre la sua attività e la collaborazione con l’amico-socio Giorgio Porta
Como
Maurizio Locatelli, con l’amico e socio Giorgio Porta (scomparso nel 2024) a Villa Olmo ne ha passate tante. Pioggia, vento forte, il periodo del Covid, imprevisti e problemi. Da quello spicchio di fianco a Villa Olmo ha visto lo scorcio di una città che, anno dopo anno, decennio dopo decennio, è cambiata molto. «Ho iniziato a lavorare al lido la prima volta nel 1973, da ragazzino e poi quando nel 1981 ci fu la gara d’appalto partecipai con Giorgio. Tra i 1994 e il 2007 avevamo avuto anche la gestione del ristorante (“Spiaggia”, ndr). Posso dire davvero di averne passate tante al lido».
Due, per lui, i momenti più difficili. «Il primo è stato il luglio del 1987 quando ci fu l’alluvione in Valtellina. L’attività rimase chiusa una ventina di giorni. Prima dell’alluvione aveva già iniziato a piovere molto e poi la parte bassa della struttura finì sotto ben più di un metro e mezzo d’acqua. Ricordo ancora che io e Giorgio, con la nostra barca a remi, eravamo andati al Touring in piazza Cavour a trovare un nostro amico entrando nel locale in barca». Il 24 luglio di quell’anno “La Provincia” si era occupata proprio delle condizioni dei lidi cittadini e della stagione compromessa in seguito alla tragedia che aveva colpito la Valtellina. «La spiaggia di Villa Olmo – scriveva il giornale - è scomparsa, l’acqua ha invaso anche i servizi e il bar; la situazione a Villa Geno non è di molto migliore. Il danno per i due lidi è di enorme entità e la ripresa sarà presumibilmente affannosa». Lo stesso Locatelli ricorda come ci volle tantissimo lavoro per cercare di rimettersi in piedi e che il lago rientrò nei suoi argini ai primi di agosto portandosi dietro «tutta la spiaggia e facendo riemergere l’attrezzatura irreparabilmente danneggiata». I due amici-soci, però, non si persero d’animo e riuscirono a riaprire l’attività. Il secondo momento molto difficile per Locatelli è stato il 2017 «quando, dopo la gara, ci mandarono via». I due comaschi non erano arrivati primi al bando per la concessione del lido, ma successivamente si aprì un contenzioso che poi portò, nel 2019 a riaffidare a loro la struttura. Gli aggiudicatari iniziali, una società veronese, aprirono il lido solo per qualche settimana e, nel 2018, rimase chiuso perché ancora oggetto di ricorsi al Tar che avevano poi come detto visto riaffidare la gestione a Porta e Locatelli per sei anni rinnovabili per altri sei. Strada, quest’ultima, che l’amministrazione Rapinese ha deciso di non seguire.
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