Dall’Insubria fino al Polo Sud, in missione nell’inverno artico

La storia Gabriele Carugati, tecnico di laboratorio all’università con sede a Como è stato selezionato per partecipare alla XX Campagna antartica invernale alla Stazione Concordia

Gabriele Carugati, tecnico di laboratorio dell’Università dell’Insubria, è in partenza per trascorrere un anno al Polo Sud: è stato selezionato per partecipare alla XX Campagna antartica invernale alla Stazione Concordia (Dc20), nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in Antartide del ministero dell’Università e della ricerca. Carugati parte domani e starà in Antartide fino a novembre 2024 come station leader del “gruppo degli invernanti”, 13 profili che rimarranno in completo isolamento a causa delle temperature estreme che rendono la base Concordia inaccessibile.

Tra chimica e glaciologia

Quarantatré anni, originario di Manera, frazione di Rovellasca, Carugati si è candidato a luglio per la posizione di scientifico per le attività di Chimica/Glaciologia, ruolo che richiede competenze specifiche nella gestione di campionamenti di neve e firn (strati di neve degli anni precedenti), rilievi nivologici e misure dirette di gas e particolato atmosferico. All’Insubria dal termine degli studi superiori, nella sede di via Valleggio a Como, Carugati ha conseguito la laurea triennale e il titolo specialistico in Scienze Ambientali con indirizzo chimico, a Como, e poi proseguito i suoi studi fino a ottenere il titolo di dottore di ricerca in Scienze chimiche.

Per prepararsi alla Concordia ha partecipato a due percorsi di formazione. Il “team degli invernanti”, o “Winterover”, comprende 5 italiani, 7 francesi e uno svizzero: professionisti altamente qualificati, fisici, elettricisti, meccanici, chimici, astrofisici, cuochi, idraulici, informatici, elettronici, medici che fino a febbraio saranno di supporto a una cinquantina di ricercatori impegnati in diversi progetti scientifici, poi rimarranno soli a custodire la base durante l’inverno antartico, che inizia a febbraio. Carugati, che è stato scelto come station leader per la sua dedizione e le sue competenze, avrà la responsabilità di tenere aperta la base, coordinare le attività e gestire i rapporti con il Coc, il Concordia Operational Committee. Tra i compiti anche quello di essere a disposizione del medico Esa per raccogliere dati per l’Agenzia Spaziale Europea, dati che saranno utilizzati per migliorare le condizioni sulla Stazione Spaziale Internazionale in orbita e per una futura base su un altro pianeta.

Nove mesi nel freddo artico

Per Carugati e il suo team saranno quasi nove mesi, quelli dell’inverno artico, senza nessuna possibilità di spostamento, senza poter ricevere visite e con comunicazioni limitate: la telefonata quotidiana di Gabriele sarà con suo figlio Alessandro, 12 anni, fiero della missione di papà. «È un sogno che mi porto dentro dalle elementari – racconta – quando guardando i documentari in tv pensavo che “anch’io un giorno parteciperò ad una missione tra i ghiacci dell’Antartide”. Ci ho creduto tanto, ora spero di svolgere egregiamente il mio lavoro e portare a temine la missione nel migliore dei modi».

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