Danneggiò la teca di Mussolini e Petacci: venerdì l’udienza con presidio

Il caso Domani Cecco Bellosi torna in tribunale. Come a febbraio è prevista un’iniziativa a sostegno

Lettura 1 min.

È in calendario venerdì 19 giugno alle 9.30 in Tribunale a Como la seconda e ultima udienza del processo a carico di Cecco Bellosi - 78 anni, storico esponente di Potere Operaio - per il danneggiamento alla teca e alla targa raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci posta sul muro perimetrale di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra.

Come già accaduto lo scorso febbraio, in occasione della prima udienza, anche venerdì 19 è previsto un presidio all’esterno del Tribunale cittadino, con esponenti di sigle come Anpi e Arci. Il danneggiamento oggetto del procedimento nei confronti di Cecco Bellosi è avvenuto nella notte del 28 aprile 2023, data in cui nel 1945 vennero fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci. La teca posta sul lato destro del muro perimetrale di Villa Belmonte è stata poi danneggiata una seconda volta (gesto compiuto, al momento, da mano ignota) il 1° luglio 2025.

Nella prima udienza - in quasi quindici minuti di deposizione - Cecco Bellosi ha respinto l’accusa di aver vandalizzato con un punteruolo la teca: «Ho solo strappato i fiori, inclusa una pianta grassa - ha spiegato in aula l’ex Potere Operaio, da più di 30 anni responsabile della comunità “Il Gabbiano”, assistito dall’avvocato Davide Steccanella -. C’è un testimone che mi ha visto davanti alla teca. Stavo strappando i fiori infilati tra la teca e il muro, ma non avevo nulla in mano. Non è mia abitudine girare con un punteruolo». Tecnicamente Cecco Bellosi è accusato di aver danneggiato “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. A seguito di quell’episodio, l’abitazione di Cecco Bellosi è stata perquisita ed il suo telefono cellulare sequestrato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA