Delibera sulla nuova Ztl? «Può essere annullata da un ricorso»
Como Bruno Magatti, ex assessore, contesta la decisione della giunta di modificare regole d’accesso e percorribilità nella città murata
Lettura 1 min.Civitas, il movimento dell’ex assessore Bruno Magatti, contesta la delibera sul riordino della Ztl e, in particolare, sullo stop alle biciclette in 31 vie del centro storico. Magatti, con l’avvocato Giorgio Livio, sostiene che la delibera «contiene errori ed omissioni che, a nostro parere, la rendono quantomeno annullabile» al Tar.
Nel merito dicono che in base all’articolo 3 comma 2 del Codice della strada «la regola è che le biciclette possano circolare nelle zone pedonali.
Il divieto è l’eccezione che deve essere motivata ma nella delibera non vi è alcun implicito e tanto più esplicito riferimento al pericolo che creerebbe il transito delle biciclette e neppure sussistono i presupposti indicati nell’articolo 9 del Codice della strada». Passano poi ad analizzare l’articolo 7 comma 9 che «conferirebbe ai Comuni “la facoltà di delimitare le zone a traffico limitato e le aree pedonali tenuto conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico e sul patrimonio ambientale e culturale“» e su questo precisano che «la restrizione è legittima se è rivolta a tutelare sia il bene salute sia il bene patrimonio. Come mai potrebbe la circolazione delle biciclette essere fonte di pericolo per la salute e per il patrimonio culturale e ambientale? È un mistero impossibile da risolvere».
I due esponenti Civitas concludono: «Le norme solo se lette per intero possono essere correttamente interpretate e applicate. Limitarsi a richiami parziali serve solo a giustificare provvedimenti criticabili ed errati e come tali, a nostro parere, illegittimi sotto il profilo dell’eccesso di potere e violazione di legge».
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