Di nuovo tuffi al Tempio Voltiano. Tanti controlli, ma il problema resta
Il caso A sfidare i cartelli sono i turisti stranieri. A volte in acqua ci sono un centinaio di persone
Lettura 1 min.Basta osservare il bagnasciuga nella zona del Tempio Voltiano per rendersi conto che la storia tende a ripetersi sempre uguale a se stessa. Un copione ormai consolidato: decine di persone distese al sole ma quel che è peggio, moltissimi bagnanti in acqua a rinfrescarsi. Tutto questo accade a pochi centimetri da cartelli ben visibili che indicano il tassativo divieto di balneazione.
A sfidarli sono quasi esclusivamente turisti stranieri, ignari delle prescrizioni comunali. Chi abita a Como sa che in quel punto del bacino l’acqua è fortemente inquinata.
La gestione dell’ordine pubblico in questa porzione di lungolago è complessa e costringe le forze dell’ordine a un continuo gioco del gatto con il topo. La dinamica standard vede le forze dell’ordine intervenire per far sgomberare la zona, ma l’effetto deterrente dura spesso lo spazio di pochi istanti. Non appena il personale in divisa si allontana per proseguire il pattugliamento, i bagnanti tornano a riappropriarsi della riva.
Proprio durante i controlli di oggi, domenica, la situazione ha richiesto un cambio di strategia. Di fronte alla presenza di una quindicina di persone in acqua, un primo nucleo di agenti ha dovuto richiedere il supporto di altri colleghi per poter procedere in modo sistematico. Quando ci sono tante persone, l’applicazione delle sanzioni (50 euro, ndr), diventa complessa: gli agenti sono in pochi e quando si fermano a chiedere le generalità a qualcuno tutti gli altri bagnanti fanno in tempo a scappare, questo genera spesso accesi malumori e contestazioni di disparità di trattamento da parte di coloro che invece sono stati fermati mentre altri sono stati lasciati andare.
Davanti alla richiesta di spiegazioni da parte degli agenti, la giustificazione più comune addotta dai turisti è la presunta mancata visione dei divieti. Se nella maggior parte dei casi l’invito a uscire viene recepito, non mancano episodi di resistenza passiva o di finta ignoranza, che fanno scattare l’identificazione e la successiva contravvenzione.
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