Dieci alloggi pubblici in via Di Vittorio pronti per Rebbio Solidale
Ospiteranno famiglie bisognose con figli e saranno gestiti dall’associazione che anima il quartiere con il parroco don Giusto Della Valle
Lettura 1 min.Como
Dieci alloggi pubblici in via Di Vittorio quasi pronti per Rebbio Solidale, ospiteranno famiglie bisognose con figli. In città quest’anno il sistema pubblico per l’edilizia residenziale attende l’assegnazione di 13 appartamenti tramite il Comune e di 61 alloggi che Aler in totale può destinare a chi ne ha diritto. Così si legge nel rapporto dell’agenzia regionale che ha sede a Como. Dei 2.365 alloggi popolari nelle mani di Aler e dei Comuni attorno a Como non tutti sono da destinare a nuclei indigenti, dichiarazione Isee alla mano.
Infatti una delle novità principali, tema case popolari, è la conclusione del cantiere da anni atteso in via Cecilio. Sono 36 appartamenti di cui una ventina verranno destinati alle forze dell’ordine. I lavori al nuovo stabile dopo anni di ritardi sono terminati e si attende un ufficiale taglio del nastro, ricevute a metà mese le domande da agenti e poliziotti per ottenere le chiavi. E del resto una fetta importante di dipendenti pubblici, docenti, infermieri, autisti, ha bisogno di alloggi a canone calmierato per riuscire a stabilirsi in città e mettere radici, i costi dei canoni nel privato sono troppo onerosi.
Ma a proposito di novità è forse più interessante sapere che dieci appartamenti dell’Aler, sempre a Rebbio in via Di Vittorio, sono stati assegnati all’associazione che anima la parrocchia del quartiere. Sono dieci alloggi piuttosto grandi, da un centinaio di metri quadrati in media fino a 130 metri. Tutti avevano bisogno di una riqualificazione, una ripulita complessiva, lavori stimati in 175mila euro ormai conclusi tutti a carico dei volontari dell’oratorio. «Cinque appartamenti verranno pronti a settembre, altri cinque entro fine anno – spiega il parroco della comunità di San Martino, don Giusto Della Valle –; li utilizzeremo per ospitare per limitati periodi di tempo nuove famiglie, lavoratori con figli, persone straniere e italiane in arrivo da fuori, nuove energie per la nostra città. Questi spazi ci permetteranno di gestire meglio le altre abitazioni della parrocchia che sfruttiamo a Como e provincia sempre per l’accoglienza. Così la ruota inizia a girare». Sono circa duecento i letti che dal lago alla bassa la rete dei volontari di Rebbio utilizza per l’accoglienza, non solo nel quartiere attorno a via Alfonso Lissi. Profughi in arrivo dai canali internazionali, ma anche più comuni bisognosi, operatori con famiglie altrimenti esclusi dal mercato immobiliare, sia per la compravendita che per l’affitto, per i noti costi alle stelle gonfiati dal turismo. In parrocchia domande e richieste d’aiuto non mancano, sono anzi decine e decine.
Uno dei requisiti del bando Aler per assegnare al terzo settore i dieci alloggi in questione era che i nuovi intestatari, cinque anni più cinque rinnovabili, non avessero scopo di lucro. «No, noi facciamo accoglienza – dice don Giusto – è la solidarietà il nostro unico guadagno. Gli affittuari dovranno comunque riconoscere un mensile ad Aler, a prezzi però davvero sostenibili». Da bando, si legge nei documenti, sono minimo 285, massimo 485 euro al mese comprese le spese condominiali a seconda della metratura
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