Quasi 10mila domande di invalidità sono bloccate con tempi di attesa fino a 120 giorni

Numeri Le pratiche sono senza risposta a causa della riforma che prevede il passaggio di visite e certificazioni da Asst a Inps: «Ma senza medici sufficienti». Regione e operatori chiedono di rinviare l’estensione

Più di 10mila domande di invalidità sono in coda e crescono i giorni di attesa per ottenerle: ora sono 120. Da marzo visite e certificazioni anche nella nostra provincia passeranno dalle Asst all’Inps, come previsto dalla riforma e come già sperimentato a Brescia. Il timore però è che medici e sedi in capo all’ente previdenziale non siano sufficienti per fare fronte a una mole di lavoro che qui è già in grave ritardo, le richieste negli ultimi anni secondo i commissari sono aumentate di circa il 30%.

La preoccupazione

Il totale delle domande pervenute alle commissioni a Como e provincia nel 2024, come si legge in una analisi dell’Inps, è di 25.040. Le persone da valutare ogni giorno (con nove commissioni disponibili per effettuare le valutazioni) sono 71. Simile il dato per il 2025. Si tratta di numeri che comprendono le richieste per cecità, sordità, legge 104 e non autosufficienza. Le commissioni devono garantire ai casi oncologici una corsia di precedenza più rapida e da ormai due anni devono occuparsi anche delle domande da parte degli studenti minorenni che necessitano di certificazioni per la scuola, tutto il resto, invece, finisce in coda.

L’Inps calcola che la giacenza iniziale delle domande non ancora evase a inizio 2024 nel Comasco fosse pari a 6.795 domande. Arrivate 25.040 nuove richieste, valutate 23.395 posizioni, la giacenza a fine anno è cresciuta fino a quota 8.440 richieste. I conti sul 2025 non sono ancora finiti, si fermano al 31 di agosto, quando però la pila di domande di invalidità da controllare arrivava già a 9.890 unità. Da 70 giorni di attesa media per essere convocati, un anno e mezzo fa, siamo passati ora a 90 giorni, lo scorso gennaio a 99. Ma diversi casi, confermati dai sindacati, segnalano 120 giorni per avere una risposta. «Siamo preoccupati – commenta Salvatore Monteduro, segretario Confederale della Uil Lombardia – la sperimentazione avviata a Brescia ha mostrato diverse criticità. L’Inps non ha personale sufficiente e sedi per offrire questi servizi».

A Brescia nei mesi scorsi sono stati chiamati medici dal sud Italia per affiancare i colleghi del territorio. Anche la Regione ha sollevato dubbi: si sono per esempio pubblicamente espressi dopo un confronto con i sindacati l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e l’assessore all’Istruzione Simona Tironi.

Lunghe attese

«Arriviamo ormai a 120 giorni d’attesa a Como – spiega per la Cisl dei Laghi Stefano Landi - l’aumento delle richieste negli ultimi anni è stato importante, almeno il 30%».

Già l’Asst Lariana, tra la commissione al lavoro al Sant’Anna e nell’alto lago, ha difficoltà a reperire medici legali, ma l’Inps ha ancor meno specialisti in questo settore. I bandi di reclutamento aperti dall’istituto nazionale non sono ancora conclusi, inoltre c’è bisogno di ripensare le sedi e gli spazi. Insomma, da più parti al governo arriva la richiesta di attendere prima di estendere la riforma per le invalidità come già fatto a Brescia, territorio dove pure file e attese sono peggiorate.

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