Diesel, che prezzi a Como: in due mesi rincari del 30%

Consumi Gasolio tra i più cari d’Italia, meglio il prezzo della benzina. Intanto anche i distributori svizzeri chiedono a Berna prezzi calmierati

Como

Chi ha fatto benzina ieri si è accorto che, seppure lieve, c’è stata una diminuzione in diversi distributori nell’ordine di qualche centesimo. Ormai però, soprattutto per chi ha veicoli alimentati a gasolio, fare rifornimento è diventato un terno al lotto in termini di prezzi molto variabili tra un marchio e l’altro (a definire il prezzo va ricordato che sono le compagnie e che il singolo impianto può incidere nell’ordine di pochissimi centesimi) e anche tra una località e l’altra, magari confinanti. Di certo rispetto a pochi mesi fa gli aumenti sono importanti nonostante il taglio delle accise di 25 centesimi al litro deciso dal Governo fino al prossimo primo maggio. E contro le speculazioni sono in atto controlli e verifiche da parte della Guardia di finanza in tutta la nazione.

A livello italiano, in base alle elaborazioni fatte da “Staffetta Quotidiana”, il quotidiano delle fonti di energia che ogni giorno elabora i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero dello Sviluppo economico (a cui i distributori sono obbligati a comunicare le variazioni di costo), Como si colloca nelle posizioni alte della classifica per la convenienza della benzina (alla numero 24) mentre per il diesel (alla numero 82) è al contrario tra le più care. Partendo proprio dal gasolio sui 106 impianti della provincia di Como il 4 febbraio il prezzo medio al litro era pari a 1,70 euro. In base alle elaborazioni dei prezzi relative al 10 aprile il costo è schizzato (pur con lo sconto di 25 centesimi) a quota 2,197 euro di media. In pratica quasi 50 centesimi in più in due mesi che significa il 30% in più contando già il bonus accise, altrimenti il dato sarebbe addirittura più pesante.

A livello regionale Como si piazza al quinto posto e comunque al di sopra della media italiana pari a 2,182 euro. Ieri nel capoluogo la forbice del gasolio era compresa tra i 2,07 e i 2,23 euro al litro mentre a livello provinciale tra 1, 999 e 2,32. Oltre confine, a Chiasso e anche a Pizzamiglio (dove storicamente i prezzi sono più bassi) il diesel era venduto a 2,30 franchi al litro e già da settimane i benzinai ticinesi stanno chiedendo misure straordinarie a Berna per evitare la fuga svizzera verso l’Italia per il caro carburante.

Il capitolo benzina registrava, secondo le rilevazioni di “Staffetta Quotidiana” del 4 febbraio scorso, il prezzo medio in provincia di Como di 1,634 euro. Lo stesso dato relativo a venerdì vedeva la quota (già con i 25 centesimi di sconto) di 1,781 euro al litro. La media italiana, a differenza del gasolio, vede il Lario “più conveniente” poiché il prezzo medio nell’intera penisola è pari a 1,790 euro al litro. Passando ai distributori del capoluogo, in base a quando pubblicato dall’Osservatorio prezzi, un litro di “verde” ieri si attestava tra 1,70 (relativo però a una pompa bianca mentre i marchi partivano da 1,75) e 1,82 euro al litro. In tutta la provincia di Como il differenziale è compreso tra 1,60 (anche in questo caso pompa bianca) a 1,89 e vale la pena rilevare che il costo più alto non è quello praticato nei distributori autostradali. E oltre confine? Da Chiasso a Vacallo un litro era quotato 1,88 franchi.

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