Diesel in provincia, che salasso: 2,130 euro al litro

Consumi Prezzi alle stelle in tutto il territorio, il gasolio in autostrada viaggia addirittura verso i 2,5 euro. Male anche la benzina, il cui prezzo medio è pari a 1,923

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A Como la benzina sale oltre 1,92 euro al litro e anche il gasolio è in rialzo, il diesel viaggia verso i due euro e mezzo in autostrada.Le rilevazioni più recenti elaborate dall’Osservatorio Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i cui dati sono stati consolidati a metà luglio 2026, certificano un aumento strutturale.

Le cifre attuali dei carburanti si distaccano in maniera netta e misurabile dai livelli più contenuti registrati durante i primi mesi dell’anno, attestandosi su valori che incidono direttamente sui margini economici del territorio.

L’analisi

Analizzando nel dettaglio le quotazioni, per erogare un litro di benzina in modalità self-service nella provincia di Como è oggi necessario un esborso medio pari a 1,923 euro. Le tariffe presentano un’elevata variabilità in base al posizionamento geografico degli impianti: è possibile riscontrare un valore minimo di 1,819 euro nei distributori situati nelle fasce periferiche, ma la soglia degli 1,90 euro viene frequentemente superata all’interno del capoluogo urbano e lungo i principali assi di scorrimento. L’elemento di maggiore difficoltà, tuttavia, emerge dall’analisi del gasolio, combustibile basilare per il settore dell’autotrasporto. La media provinciale al self-service si è consolidata a 2,130 euro al litro. Nessuna stazione di servizio propone un prezzo inferiore a 1,98 euro, mentre l’approvvigionamento sulle tratte autostradali provinciali richiede costi che raggiungono la quota di 2,380 euro al litro.

Rincari di oltre il 10%

All’inizio del mese di marzo 2026, pur in una congiuntura in cui le prime tensioni internazionali iniziavano a riflettersi sui mercati, la benzina sul territorio comasco evidenziava un costo medio di 1,74 euro al litro. Il gasolio, parallelamente, veniva scambiato a circa 1,82 euro. La progressione temporale di questi indicatori certifica che, in soli quattro mesi, la benzina ha accumulato un rincaro percentuale vicino al 10,5 per cento. Ancora più incisiva è l’evoluzione del diesel, il cui valore all’erogazione è cresciuto del 17 per cento, allineandosi alle quotazioni massime storiche del recente passato.

Le determinanti di questo incremento repentino risiedono in una combinazione di fattori globali e scelte di politica fiscale interna. Lo scenario macroeconomico sconta la persistente volatilità dei mercati petroliferi e le crisi geopolitiche internazionali, che sostengono le quotazioni del greggio. Sul fronte nazionale, la mancata proroga delle agevolazioni sulle accise, giunta a termine all’inizio del mese di luglio, ha trasferito l’intero rincaro sui consumatori finali. Questa dinamica penalizza ulteriormente la provincia di Como, costantemente esposta alla differenza di prezzo con il Canton Ticino, dove la benzina verde gravita intorno agli 1,88 franchi. L’incremento dei costi logistici rappresenta ora un ostacolo gravoso per la competitività del sistema manifatturiero locale e per la spesa dei cittadini.

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