Disastro autobus e caos traffico. Como: una ripresa da incubo

Città in coda Numerosi i disservizi segnalati dagli studenti. Il preside del liceo Giovio: «Con Asf non c’è dialogo, ormai l’ingresso in ritardo è la regola»

I bus strapieni sfilano davanti alle fermate e gli studenti non riescono a salire per andare a scuola. Succede a Como e diverse le segnalazioni che stanno arrivando alla redazione. Male il trasporto pubblico, malissimo il traffico privato con la città da giorni semi bloccata nelle ore di punta (nessuna causa specifica, ma tanti fattori critici e in primo luogo i lavori in autostrada).

Per esempio, una mamma racconta che al secondo giorno di scuola sua figlia, puntuale alle 6.55 alla fermata di Trecallo, ha tentato di salire sul bus per raggiungere un’istituto superiore in centro e non ci è riuscita per ben quattro volte. Due corriere troppo piene hanno tirato dritto, mentre su altri due bus è stato impossibile anche solo conquistare il primo gradino delle scale. La mamma in questione ha allora preso la macchina per accompagnare in fretta a scuola la figlia. La giovane studentessa è finita direttamente in presidenza visto il forte ritardo.

Con gli abbonamenti pesantemente ritoccati al rialzo le famiglie speravano in un servizio migliore. Un’altra giovanissima studentessa, racconta un’altra mamma, riferisce di un bus in ritardo di venti minuti e di un cambio saltato alle porte della città. La prima ora di lezione è andata praticamente persa. Quel che più ha fatto infuriare i genitori di questa adolescente è che chiesti lumi agli uffici di Asf, l’azienda incaricata dei collegamenti bus nel Comasco, il personale in servizio ha allargato le braccia dicendo che purtroppo mancano gli autisti. Una carenza sì cronica, ma che non giustifica il mancato servizio a fronte di un abbonamento pagato diverse centinaia di euro e di un contratto pubblico in essere.

Primo bilancio

È sempre così ad inizio anno? «Sì, è un disastro – commenta Nicola D’Antonio, preside del liceo Giovio – è vero che dopo qualche giorno dall’inizio delle lezioni la situazione poi migliora. Le cose però sembrano sempre andare peggio. Sono davvero tante le giustificazioni per bus saltati, sovraffollati, con i ragazzi lasciati a terra. L’azienda delle autolinee dice ai genitori che le scuole non hanno comunicato i loro orari. Ma sono gli stessi da anni, sono pubblici da maggio. Soffrono soprattutto gli alunni che provengono dal canturino, da Lomazzo e dai dintorni di Alzate Brianza».

All’uscita tanti ragazzi, con l’orario ancora ridotto, affollano le pensiline prima del tempo, questa è una delle ragioni secondo Asf delle difficoltà nel rientro a casa. Ma di prima mattina le corse non dovrebbero saltare le fermate a ridosso della città perché già al completo. «Come scuole con Asf non abbiamo più interlocuzioni – dice ancora D’Antonio – la situazione è leggermente migliorata con Trenord, ma con i bus le criticità sono evidenti. L’unica cosa che possiamo fare è autorizzare gli studenti ad entrare dopo, anche fino alle 8.15. Oppure ad uscire prima per riuscire a salire sulla giusta coincidenza».

La contestazione

L’anno scorso per inadempienze l’Agenzia del trasporto pubblico locale ha contestato ad Asf tre milioni di euro di penale per ritardi e soppressioni relative in particolare al 2022. Sempre durante lo scorso anno scolastico una delegazione di rappresentanti dei genitori aveva incontrato i vertici di Asf per chiedere maggiori garanzie e maggiore impegno.

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