Disastro treni, il libro nero dei pendolari

Traporti Dai ritardi sempre più frequenti ai capolinea non rispettati, ogni giorno chi viaggia è alle prese con i disagi. Sotto accusa non solo i convogli

Disastro treni, ma cosa si potrebbe fare in concreto per migliorare il servizio? I pendolari comaschi, che ben conoscono la situazione visto che sono costretti a conviverci ogni giorno, non hanno dubbi: più frequenza e maggiore puntualità, il rispetto dei capolinea, basta attese ai passaggi a livello, più cura nelle stazioni, garanzie sulla sicurezza e maggiore informazione: questi i più importanti interventi attesi sulle nostre linee.

Quanti problemi

Il raddoppio del binario fino a Como lago resta un progetto di fatto irrealizzabile e, da ormai quasi quattro anni, le nuove pesanti prescrizioni sulla sicurezza lasciano chiusi i passaggi a livello in città per il doppio del tempo. Così la viabilità resta paralizzata. Sulla stessa linea sempre più spesso i treni non arrivano fino al capolinea, ma si fermano e ripartono da Como Borghi se non da Camerlata lasciando a piedi mezzo capoluogo.

Lo stesso problema accade sull’altra linea, tanti treni non partono e non arrivano a Chiasso, ma servono solo alla stazione di San Giovanni. Il tema è connesso anche alla galleria di Monte Olimpino, troppo bassa e stretta per far passare i nuovi Caravaggio, dei treni a due piani comprati dalla Regione. Questo fatto può portare alla retrocessione definitiva del capolinea in territorio italiano dove però servono coincidenze puntuali. Tra l’Italia e la Svizzera poi resta il nodo dei Tilo, il cambio dell’alimentazione dei treni varcato il confine ferma spesso i convogli. I pendolari frontalieri per raggiungere Lugano chiedono anche più corse, come pure i turisti nel periodo estivo la sera per raggiungere Milano.

Tema parcheggi, chi parte dalla nuova stazione unica di Albate si lamenta perché non trova mai un buco, tutti i posti sono al completo già dal mattino e fioccano le multe. Quanto a San Giovanni per lasciare l’auto bisogna fare i conti con una lunghissima lista d’attesa per fare l’abbonamento nell’unica piccola area attrezzata per la sosta.

I pendolari chiedono ancora a tutti gli attori interessati (siano Trenord, Ferrovienord, Rfi o la Regione stessa, senza scaricare le responsabilità) di risolvere una volta per tutte i frequenti guasti alla rete, alle infrastrutture e ai passaggi a livello.

Informazioni in ritardo

Una richiesta ricorrente riguarda il sistema di informazione in tempo reale, considerato a volte carente e poco affidabile. Anche ai viaggiatori fermi sui convogli non vengono date comunicazioni rapide, non di rado l’applicazione degli smartphone e tabelloni riportano errori.

La qualità dei treni nuovi è apprezzata, ma i convogli circolano spesso con un numero ridotto di carrozze tale da costringere i pendolari a viaggiare ammassati. La pulizia dei convogli soprattutto sulle Nord al mattino lascia secondo i viaggiatori a desiderare.

C’è poi un capitolo che i pendolari dedicano tutto alla sicurezza. Ci sono cattive frequentazioni in molte stazioni, da Como Borghi a Cadorago per fare solo due esempi. Manca un presidio, tra biglietterie e bar, anche il personale a bordo si vede raramente. Spesso capitano episodi davvero spiacevoli. Alcune fermate inoltre meritano più attenzione. Per restare in città i lavori alla stazione di San Giovanni si trascinano e non vengono mai ultimati, tra un ascensore fuori uso da sempre e gli orologi che segnano l’ora sbagliata da anni.

Infine il bonus abbonamenti per ritardi e cancellazioni: Trenord ha sempre previsto in automatico un sistema di rimborso che invece andrà a sparire dal prossimo mese, in attesa di una eventuale trasformazione tutta da definire.

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