«Drogava gli uomini e poi li rapinava»: lei cresciuta a Rebbio

La storia In cella con l’accusa di aver adescato anziani per poterli rapinare dopo aver dato loro un sonnifero. «L’arresto di Tiziana? Qui nessuno voleva crederci»

Per le strade del quartiere di Rebbio se ne parla da giorni. Da quanto cioè, sui quotidiani locali e nazionali è uscita la notizia di una donna di 47 anni di Vimercate accusata dai carabinieri di Monza Brianza di narcotizzare le vittime per poi rubare loro contanti ma anche oggetti preziosi. Le ipotesi di reato, messe nero su bianco dalla procura brianzola (che ora attendono le risposte da parte della difesa chiamata a giocare le sue carte) parlano di rapina aggravata e di lesioni.

Frequentava l’oratorio

Tornando a Como e al quartiere di Rebbio, quello che è balzato subito all’occhio dalle foto pubblicate e dal nome, è che quella Tiziana Morandi di cui si parlava era la stessa vissuta e cresciuta per le vie del rione anni fa. C’è incredulità, nelle parole di chi si ricorda ancora bene di lei, «della sua intelligenza», ma anche del suo «saperti stare vicino» quando meno te lo aspettavi. Frequentava l’oratorio, aveva molte amicizie proprio nel quartiere e alcune erano ancora attive oggi, leggibili sui profili Facebook. Gli stessi che – consultando le contestazioni che le vengono rivolte – utilizzava per contattare le proprie vittime per poi, secondo la tesi accusatoria, raggirarle.

«Ho letto quello che hanno scritto – ci conferma un coetaneo dell’arrestata, che vuole mantenere l’anonimato – Sono rimasto in contatto con Tiziana fino a pochi mesi fa. Ero anche andato allo stadio con lei due volte a Milano. Era sempre molto cortese e se devo essere sincero a noi fece anche un sacco di regali».

«Era bravissima a intagliare il legno – ricorda un’altra amicizia di quella che per l’accusa era una sorta di maga Circe che con l’aiutino delle benzodiazepine stordiva gli uomini per poi rapinarli – Faceva delle sculture e dei lavori davvero bellissimi. Non posso però negare che all’apparenza le girassero tra le mani molti soldi. Una volta vidi con i miei occhi che aveva dietro tantissimi contanti».

«Qualcosa però era cambiato – prosegue l’amico – Cambiava spesso profilo Facebook, mi ricontattava da altri indirizzi, modificava le foto...».

«Ci siamo sentiti fino a pochi mesi fa – conclude un altro – Mi chiese 100 euro dicendo di non poter andare in banca. Da quel giorno non l’ho più sentita».

Le parole di chi la conosce: «Non ci potevamo credere»

Salvo poi, in un giorno di fine luglio, ritrovarsela con la foto sui giornali nazionali. «Non ci potevo credere, io la ricordavo come una persona di grande intelligenza». L’indagine è ancora in pieno svolgimento e la speranza di chi conosce Tiziana Morandi è che tutto possa essere ricondotto in altri termini, cambiando i contorni di questa brutta storia.

Le contestazioni dei carabinieri della Compagnia di Vimercate sono però tante e pesanti, con ben sei episodi diversi avvenuti a cavallo tra l’estate del 2021 e quella del 2022, uno di questi con vittima un sessantasettenne di Mariano Comense.

© RIPRODUZIONE RISERVATA