Due anni per un’ernia: che tempi la chirurgia
Sanità Le liste d’attesa sono infinite per interventi giudicati meno gravi. «Chiamiamo ora i pazienti del 2024»
Como
Piccola chirurgia, anche più di due anni d’attesa. Ernie, vene varicose, cataratta, emorroidi, resezioni alla prostata, tolte le gravi urgenze ci sono decine di interventi minori con diverse centinaia di comaschi in lista d’attesa, all’incirca 3mila. Si tratta di operazioni non da fare in emergenza o con scadenza breve, ma che comunque richiedono una cura, un trattamento e che nel tempo possono creare più di qualche fastidio. Quel che non è rinviabile, per esempio i casi oncologici, ha una corsia preferenziale, mentre i malati con meno impellenza devono armarsi di pazienza. Tanto che a volte, raccontano, chiamati dai reparti per fissare il ricovero dopo anni, si sono ormai rivolti altrove, anche in solvenza.
«Confermo, noi stiamo chiamando pazienti in lista dal 2024 – spiega Franco Caravati, primario della chirurgia generale del Valduce – le operazioni minori vanno è vero in coda rispetto alle urgenze, ai casi più complessi, ai malati oncologici o ai traumi in arrivo al Pronto soccorso,secondo un comprensibile ordine di gravità. Entro le nostre possibilità cerchiamo comunque di dare a tutti una risposta, ma non è facile. All’interno delle operazioni chirurgiche meno urgenti trattiamo in tempi rapidi ad esempio i calcoli, per via dei forti dolori che possono creare».
Alcune di queste operazioni sono da effettuarsi stando alla prescrizione entro sei mesi, a fronte di dolori o disfunzioni lievi, altre non hanno una attesa massima fissata, ma andrebbero ricoverati anche in giornata non oltre i dodici mesi.
Non tutti i centri presenti a Como e provincia trattano nelle sale chirurgiche tutti questi interventi a basso rischio. Nei blocchi operatori, che scontano la carenza di infermieri, si lavora a pieno ritmo per quanto possibile. Un anno fa la Regione ha cercato di abbattere questi tempi d’attesa dando maggiori finanziamenti per smaltire la coda delle operazioni minori, con liste più consistenti nella nostra provincia per la verità nei presidi privati e accreditati rispetto a quelli pubblici. Insomma, il tema delle liste d’attesa si conferma come uno dei più sentiti dalla cittadinanza, non solo per visite ed esami.
Quanto ai tempi interni all’Asst Lariana a proposito di ricoveri e operazioni, l’ente pubblica la tabella dei giorni d’attesa medi, come da disposizioni, per alcune operazioni in classe A, dunque da programmare entro trenta giorni. «I dati sono relativi al valore medio dei tempi di attesa ex-post e al numero dei ricoveri programmati». Si nota dai numeri relativi al 2025 che gli interventi per i tumori maligni sono tutti in media sotto soglia all’ospedale Sant’Anna. Più rapida l’attesa per la mammella (16 giorni, da un minimo di cinque a un massimi 42 giorni) e l’utero (16 giorni, da zero a 48 giorni), più alta per il retto (28, da 12 a 50) e la prostata (29, da sei a 35), oltre i limiti gli interventi alla tiroide (86 giorni, da otto a 295). Tra gli interventi più critici la colecistecnomia laparoscopia, 31 giorni d’attesa media, più breve invece la coda per le operazioni al polmone, 12 giorni.
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