È morto Maurizio Aliffi, maestro di jazz e di discrezione
Como Aveva 69 anni e una storia lunga tra chitarra, composizione, teatro e insegnamento. Con la moglie Daniela aveva fatto della libreria Mélos un luogo di incontro per stuenti e appassionati. I funerali mercoledì alle 11
Lettura 1 min.Un grave lutto per la musica comasca: è scomparso improvvisamente Maurizio Aliffi, musicista molto conosciuto e stimato a Como, ma non solo. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo settembre. A caratterizzarlo non era soltanto la sua indubbia bravura sulla chitarra, ma anche un carattere discreto e gentile, lontano da ogni protagonismo.
Nato a Como, Aliffi si era avvicinato alle sei corde da autodidatta: «Quando ho cominciato a fare musica non sono partito subito con il jazz. Dopo aver suonato in gruppi di rock progressivo, negli anni Settanta e Ottanta, a un certo punto mi sono interessato a questo genere musicale. Il Jazz Club di Como organizzava bellissimi concerti, poi tra musicisti si provava, si suonava in jam session. I musicisti in giro erano molti e c’erano anche discussioni, dibattiti e alla fine ho iniziato a partecipare anch’io. Eravamo un gruppo di amici che si interessavano: con Francesco D’Auria abbiamo fatto varie cose alla fine degli anni Settanta, e insieme abbiamo partecipato a quelle serate e alle jam session. Era un ambiente molto libero, si poteva provare molto e c’era molta fiducia. C’era un chitarrista che era un po’ un mio punto di riferimento, Disma Cecchet. Spesso partecipava alle jam session: mi piaceva ascoltarlo».
Un ricordo tratto dal volume “Jazz a Como”, dove Aliffi rende omaggio a un altro grande musicista lariano che ci ha, purtroppo, lasciato. L’interesse per il jazz lo aveva portato a studiare chitarra e armonia con Filippo Daccò, prima a Parma e quindi a Milano. Parallelamente aveva seguito un percorso di studi di ampio respiro: in Conservatorio aveva affrontato Composizione, diplomandosi nel 1993, e l’anno successivo Musica corale e direzione di coro. Aveva anche conseguito la laurea in Scienze politiche con una tesi dedicata alla sociologia della musica. L’attività di Aliffi non si è limitata al jazz: aveva composto ed eseguito musiche per il teatro, collaborando con diverse compagnie. Parallelamente si era dedicato all’insegnamento, come docente di chitarra, armonia e musica d’insieme, e aveva insegnato chitarra jazz anche all’Accademia europea di musica di Erba. Tra gli incontri più significativi quelli con Paolo Fresu, Michel Godard, Gabriele Mirabassi e altri grandi protagonisti. Sul piano locale, si ricordano il sodalizio con l’amico Francesco D’Auria e gli incontri con altri musicisti comaschi come Marco Bianchi, Marco Belcastro, Simone Mauri, Giovanni Bataloni, Marco Fusi, Isabella Tosca, era aperto a mille collaborazioni, l’elenco potrebbe essere lunghissimo. Aliffi lascia la moglie Daniela, anch’essa musicista, e i figli Matilde, Cecilia e Giovanni. Insieme a Daniela aveva gestito per molti anni la libreria Mélos di via Cadorna, a pochi passi dal Conservatorio: un luogo che era diventato un autentico punto di riferimento per musicisti, studenti e appassionati. I funerali si terranno mercoledì mattina alle 11 nella chiesa di Sant’Agata.
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