Emergenza coronavirus
Trincea Sant’Anna
«Qui dentro è come
essere in guerra»

I racconti di infermieri e medici: «Ogni mattina anche 50 nuovi pazienti, molti gravi»

Emergenza coronavirus Trincea Sant’Anna «Qui dentro è come essere in guerra»
Una foto scattata dal personale del pronto soccorso e pubblicata nei giorni scorsi sulla pagina facebook del Sant’Anna

Sarà un’immagine abusata, ma parli con medici, infermieri e personale sanitario e tutti ti raccontano: è una guerra. Quello che segue è il resoconto dalla trincea Sant’Anna, ricavato grazie alla testimonianza di più sanitari, raccolta in forma anonima e trasformata in un racconto dalla soggettiva di chi lotta in prima linea.

Il racconto dei sanitari

«Occhiali, sovraocchiali, mascherina. E poi cuffie, calzari e vestiario. E i guanti: quelli non bastano mai. Giri tutto il giorno così, da un paziente all’altro, non guardando l’orologio, saltando la pausa, cercando di coniugare emergenza e umanità. Ma è difficile, perché più passano i giorni e più i ritmi aumentano e con loro le difficoltà e le pressioni. Ogni giorno ci sono sempre più pazienti. Scarseggiano le barelle, hai paura che i calzari non siano abbastanza e temi che accada lo stesso per le mascherine. Ma ognuno, qui dentro, fa quello che può. Anzi di più. Certo, c’è paura, ma la solidarietà tra colleghi ti aiuta, ci supportiamo gli uni con gli altri.

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