“Emergenza freddo” a Como: accolte 130 persone grazie a 550 volontari
Conclusa da una settimana l’attività di accoglienza in via Borgovico e in dodici parrocchie di Como e dintorni grazie al progetto Betlemme. Davide Prosdocimi, referente dell’accoglienza in Borgovico: «I senzatetto in questi anni difficili sono cambiati. Non ci sono più i clochard, i volti noti della strada. Ci sono tanti giovani, stranieri, giunti qui con belle speranze e ora finiti ai margini»
Como
Quasi 550 volontari hanno accolto durante l’inverno più di 130 senzatetto. E’ finita da una settimana l’accoglienza freddo iniziata a dicembre in via Borgovico e in dodici parrocchie di Como e dintorni grazie al progetto Betlemme. Quest’anno le persone che si sono spese tra nottate e colazioni per aiutare il prossimo raccontano qualche difficoltà in più rispetto al consueto nella gestione degli ospiti, con profili personali più complicati, spigolosi.
E’ successo in particolare all’inizio dell’inverno nell’ex caserma della Provincia, ma è stato a volte ostico anche dialogare con i senzatetto inviati negli oratori e sotto ai campanili.
«Alla fine comunque ce la siamo cavata bene – racconta Davide Prosdocimi, referente dell’accoglienza in Borgovico – tanti comaschi ci hanno dato una mano concreta. Certo è vero i senzatetto in questi anni difficili sono cambiati. Non ci sono più i clochard, i volti noti della strada. Ci sono tanti giovani, stranieri, giunti qui con belle speranze e ora finiti ai margini. Sono storie complicate, silenziose, inagganciabili». Con alle spalle violenze, dipendenze e in tasca troppo spesso armi bianche divenute una moda.
Poco meno di cento sono stati gli ospiti del dormitorio invernale allestito in via Borgovico, mentre Fondazione Caritas e le parrocchie con il progetto Betlemme in maniera diffusa hanno dato un riparo a una trentina di persone. Casa Federico Ozanam ha offerto una stanza ad altri due bisognosi. A questi numeri si possono in teoria aggiungere una settantina di senzatetto che hanno preso posto al dormitorio di via Napoleona, che però è un servizio comunale aperto tutto l’anno, anche se durante l’inverno ha cercato di aumentare la sua capienza.
«Non è semplice costruire un dialogo con gli ospiti, una comunicazione – dice Beppe Menafra, vicedirettore della Caritas – anche nei contesti più sereni, grazie all’accoglienza diffusa delle parrocchie. Sarebbe necessario cercare di conoscere meglio queste persone. Di contro è grande la risposta dei cittadini, con centinaia di volontari che si spendono per coprire turni e necessità».
Un fenomeno non scontato all’interno di una società che sempre più tendiamo a descrivere come individualista. In via Borgovico attraverso Vicini di strada sono tante le realtà e i piccoli gruppi che regalano tempo e energie a questo progetto, sono esattamente diciassette le organizzazioni del terzo settore al lavoro sul tema da ormai oltre dieci anni. Chiuse le porte del dormitorio le domande come ogni primavera sono sempre le stesse. Dove gestire l’emergenza freddo il prossimo inverno e dove andranno con l’arrivo dell’estate queste persone senza una casa?
Per sostenere le attività di Vicini di strada attraverso Fondazione Comasca (dona.fondazione-comasca.it) sono stati raccolti tra il 2025 e il 2026 circa 20mila euro, il fondo dedicato è sempre aperto. Quanto alle parrocchie il progetto Betlemme è ormai rodato e ha aumentato il numero delle chiese e degli oratori coinvolti, uscendo anche dai confini della città capoluogo.
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