(Foto di archivio)
Il fatto Arrestato in centro storico, era uscito di cella da poco. Il giudice lo rimanda in carcere
Lettura 1 min.Era stato scarcerato solo lo scorso 2 agosto, eppure è tornato subito a farsi notare, arrestato mentre si trovava all’interno di un appartamento del centro storico di Como, in via Diaz, intento a rubare. Nuovamente in carcere, come deciso ieri dal giudice al termine del processo con il rito direttissimo, è finito Ilyes Dhahri, tunisino senza fissa dimora di 32 anni, accusato dalla Procura di Como (in un fascicolo coordinato dal pubblico ministero Simone Pizzotti) del tentato furto in abitazione che è andato in scena nel pomeriggio di lunedì, intorno alle 18.30.
L’uomo, da quanto è stato possibile ricostruire, aveva in precedenza forzato un portoncino che si trova su un ballatoio della casa di via Diaz e da qui aveva fatto accesso all’appartamento che aveva messo nel mirino.
Aveva già iniziato a passare in rassegna il salotto e la camera da letto, quando la proprietaria di casa rientrando se l’è trovato davanti, iniziando ad urlare per lo spavento e per richiamare l’attenzione e chiedere aiuto.
Il marito, che si trovava poco distante, è sopraggiunto e con l’aiuto di alcuni vicini è riuscito a bloccare la fuga del ladro, costringendolo a rimanere sul posto fino ad attendere l’arrivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Como.
Il “topo” d’appartamento a questo punto è stato preso in consegna dai militari che l’hanno condotto in caserma per identificarlo, scoprendo appunto come avesse diversi precedenti e come soprattutto avesse appena finito di scontare una pena detentiva che si era conclusa con la scarcerazione lo scorso mese di agosto.
Il tunisino ieri mattina è stato infine condotto nel palazzo di giustizia cittadino per essere processato per il tentato furto in appartamento.
Di fronte al giudice Edoardo De Giovanni, assistito dall’avvocato Christian Mazzeo, ha risposto alle domande formulate, ammettendo di aver violato il domicilio altrui ma non aggiungendo altro in merito agli intenti di quella intrusione, sostenendo però di essere ubriaco e per questo di non ricordare.
Il giudice tuttavia, valutando la pericolosità del soggetto e soprattutto, vista anche la recente scarcerazione, il rischio di una possibile reiterazione del reato se rimesso in libertà, ha disposto per il trentaduenne tunisino la custodia cautelare in carcere fino al giorno in cui – a metà ottobre – dovrà tornare in aula per definire la propria posizione per il tentato furto.
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