Esce dal carcere con un permesso e rientra nascondendo ovuli di droga

Il fatto Un detenuto milanese di 48 anni è stato arrestato per evasione, detenzione di droga ai fini di spaccio: avrebbe anche tentato di introdurre in carcere un telefono cellulare

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Como

Aveva ottenuto un permesso premio, che prevedeva la sua uscita dal carcere del Bassone per potersi recare a Milano con l’obbligo di fare rientro nella struttura di Albate entro le ore 21 di venerdì 7 agosto. Solo che, nella serata di venerdì ma anche per tutta la notte successiva, dell’uomo - 48 anni, residente a Milano - si erano perse le tracce. La normativa prevede che per un ritardo sopra le 12 ore debba venir contestato il reato di evasione, e così è stato perché l’uomo si è ripresentato (tra l’altro ai carabinieri di Milano, e non in carcere come avrebbe dovuto) poco meno di 14 ore dopo, quindi molto oltre il limite concesso. Ma non è tutto, perché gli agenti della polizia penitenziaria hanno voluto approfondire l’accaduto e i motivi del ritardo, scoprendo anche che l’uomo stesso aveva fatto rientro al Bassone con nascosti nella pancia, dopo averli ingurgitati, 12 involucri di sostanza stupefacente divisa tra sostanze cannabinoidi (per circa 145 grammi) ma anche cocaina per ulteriori 5 grammi. Droga che è stata posta sotto sequestro. La Procura (pm Davide Li Volti) ha disposto l’arresto del 48enne anche per la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, l’uomo aveva nascosto – al momento del rientro in carcere – anche un mini cellulare, pure questo non consentito. L’uomo è stato dunque inevitabilmente indagato per «l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti». Nelle prossime ore verrà interrogato in carcere dal giudice delle indagini preliminari e a lui potrà spiegare i motivi sia del mancato rientro in cella dopo il permesso premio, sia del tentativo di introdurre un cellulare e degli stupefacenti. Inevitabilmente, l’attività di indagine della polizia penitenziaria si concentrerà ora anche sulla destinazione finale dello stupefacente, a chi cioè doveva essere consegnato oppure se fosse tutto per uso personale. L’allarme, tra gli agenti della penitenziaria di Como era scattato venerdì sera alle 21, quando l’uomo (atteso per quell’ora) non era ancora rientrato nella casa circondariale comasca che aveva lasciato alla mattina per un permesso premio. I rientri, per andare incontro a possibili imprevisti, consentono un margine di tre ore, ma all’alba di sabato del classe 1978 di Milano non c’era ancora traccia. Sono quindi scattate le ricerche ma è stato lo stesso detenuto a presentarsi in caserma dai carabinieri la mattina successiva, ovvero oltre il limite che porta alla denuncia per evasione.

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