Ex scuola di via Tibaldi: dopo i bimbi e i migranti solo un lungo abbandono

Tavernola Destinata negli anni Novanta a centro di accoglienza, ora è irriconoscibile e avvolta dal verde

Lettura 1 min.

Ci vuole tanta, tantissima immaginazione per pensare che, dietro a quel cancello sulla salita di Tavernola, ci transitavano ogni giorno parecchie persone. Prima bambini delle scuole, poi migranti. Ora ad abitare il civico 24 di via Tibaldi c’è solo un grosso punto di domanda, con tanta vegetazione e poco decoro.

Per capire come mai l’ex scuola elementare sia caduta nel degrado, bisogna tornare alla Como degli anni ’90, cioè al momento in cui la scuola è diventata ex. Già allora in consiglio comunale era arrivato, con non pochi malumori, un piano di razionalizzazione che avrebbe riorganizzato le scuole tra periferia e convalle. Tolti i banchi, non si sa ancora bene cosa farne di questo edificio, ma la risposta arriva con la guerra del Kosovo e i primi migranti, per cui la Prefettura chiede l’immobile in comodato. E qui va aggiunto un dettaglio: l’ex scuola elementare di via Tibaldi è a fianco dell’asilo Mauri. Sarà un gruppo di genitori della scuola materna a scrivere al sindaco Botta che avere un centro d’accoglienza contiguo è «inaccettabile». Serve a poco: l’edificio di via Tibaldi continuerà ad essere, per più di dieci anni, un primo alloggio per chi è profugo e attende il riconoscimento dell’asilo politico. Arrivano persone dall’Iraq, dalla Cecenia e dall’Africa, in particolare durante l’emergenza del 2011 legata alla Primavera araba.

Va detto che il centro accoglienza non sarà mai completamente accettato dal quartiere, che chiede invece di trasformarlo in una sede distaccata dell’Asl, o in un centro polifunzionale per gli anziani. Poi, nell’ottobre 2011, i locali si svuotano e i migranti trasferiti in via Sacco e Vanzetti. Ma non finisce qui: qualche anno dopo si parla di una riqualificazione dell’edificio per riaprire il centro d’accoglienza. Non sarà una petizione, ma un finanziamento revocato a far naufragare l’idea, che era a un soffio dal cantiere.

Dell’ex scuola di via Tibaldi non se ne parlerà più, eccetto per qualche caso di occupazione abusiva, anche perchè il cancelletto sul lato Nord è tenuto chiuso soltanto da un filo di ferro. Ma è solo l’inizio del degrado: oggi, chi passa per via Tibaldi, incappa in un ex scuola irriconoscibile, a partire dal ponticello d’ingresso, che il verde ha divorato in ogni angolo. L’edificio è una macchietta bianca tra una foglia e l’altra. Il prato cresce senza pudore. Impossibile trovare una finestra che non sia squarciata o, per lo meno scheggiata. E, come nel caso del portone d’ingresso, è difficile pure scorgere un futuro per l’immobile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA