Faro, fumata nera. Mediazione fallita e
si va in tribunale

Il caso A vuoto il tentativo di conciliazione di Fermi: «Posizioni troppo distanti, poche possibilità di accordo». Resta la convocazione in Regione per il primo aprile

Como

Nessun accordo tra il Comune di Como (proprietario del manufatto) e quello di Brunate (proprietario del terreno su cui è costruito) per la gestione del Faro di Brunate con la conseguenza che l’avvio di una vertenza legale dai tempi e dal risultato incerti e la totale assenza di un piano di manutenzione straordinaria (da circa 400mila euro) e del relativo stanziamento economico da parte di Palazzo Cernezzi porterà nel 2027, anno in cui il Faro compirà cento anni e anno del Bicentenario della morte di Volta, ad avere uno dei simboli dello scienziato universalmente noto chiuso.

Posizioni distanti

La mediazione informale tentata dall’assessore regionale comasco a Università e Ricerca Alessandro Fermi si è infatti scontrata con due posizioni talmente distanti che trovare un punto di incontro non è stato possibile. I due sindaci Alessandro Rapinese e Simone Rizzi, oltre al vicepresidente della Fondazione Volta Davide Gobetti e a Vicenzo Lespri, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del Bicentenario della morte di Volta sono intanto stati convocati per mercoledì primo aprile alle 17 per un’audizione in commissione regionale Cultura dalla presidente Anna Dotti (consigliere comasca di FdI) che ne ha fatto richiesta con i colleghi Sergio Gaddi (Forza Italia) e Angelo Orsenigo (Pd). La speranza, se tutti parteciperanno al confronto faccia a faccia, è quella di poter trovare una via d’uscita per evitare la beffa del Faro chiuso nell’anno più importante degli ultimi 99.

«Riapertura difficile»

Sarà comunque un’impresa difficilissima anche perché, come detto, il tentativo dell’assessore Fermi è andato a vuoto. «Ho parlato con il sindaco di Brunate e con l’assessore Colombo del Comune di Como – spiega Fermi - e le loro posizioni rispetto al tema del Faro mi sembrano molto distanti tra loro. Spero che riescano a trovare una soluzione che prescinda da eventuali vertenze giudiziarie che allungherebbero solo i tempi, ma la mia sensazione su concrete possibilità di poter trovare velocemente un accordo sono poche e mi paiono remote». E chiude con disappunto: «È evidente che qualora le mie sensazioni fossero corrette vedo molto difficile la riapertura per il prossimo anno, cosa che ovviamente rappresenta un grande dispiacere».

Attualmente i due Comuni che, dal 2023 ad oggi non sono riusciti a trovare, al di là di torti o ragioni, un accordo per il rinnovo della convenzione che regola la gestione del monumento scaduta nel 2020, sono ormai passati alle carte bollate. Brunate, stigmatizzando e mettendo nero su bianco mancate risposte dal Comune di Como sulla gestione, ha infatti avviato a dicembre e concluso a metà febbraio il procedimento per «la decadenza e revoca della concessione del suolo pubblico in uso gratuito dell’area sita in località San Maurizio per il mantenimento del “Faro Voltiano”, con conseguente cessazione degli effetti della Convenzione del 10 febbraio 2014 (di durata ventennale, ndr.)».

In pratica Como non vuole rinnovare l’accordo che lasciava a Brunate la gestione del bene (che significa piccole manutenzioni e incassi) e, di tutta risposta, Brunate toglie a Como la gratuità del terreno su cui è collocato il Faro donato alla città nel 1927 dai Postelegrafonici in omaggio a Volta. Un paradosso a pochi mesi dalle celebrazioni nazionali dello scienziato.

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