(Foto di archivio)
Il fatto La polizia la blocca a San Giovanni dopo un doppio raggiro a Lecco e a Ponte Lambro. Solito trucco: «Sua figlia sta male». Le vittime avevano consegnato preziosi e denaro contante
Sono i dettagli a volte a fare la differenza. Un paio di unghie molto particolari e appariscenti, oppure lo scrupolo di un parente che nota movimenti strani fuori di casa. Quello che conta, tuttavia, è l’epilogo felice di questa storia. Perché nelle mani della polizia, mercoledì pomeriggio, è rimasta un’ennesima truffatrice di anziani che aveva appena colpito sia a Lecco, in via Ghislanzoni - otennendo ad una anziana di 89 anni 30mila euro per cure contro la polmonite da Covid che aveva colpito la figlia - sia a Ponte Lambro, dove una donna di 92 anni aveva appena consegnato contanti e ori (per un totale di 20mila euro) per un intervento urgente alla figlia. In entrambi i casi, ovviamente, non si trattava che dell’ennesimo raggiro architettato da menti perfide che sono ora ricercate, mentre nelle mani degli agenti – arrestata alla stazione di Como San Giovanni mentre stava per prendere il treno per lasciare la città – è rimasta una donna di 31 anni della Repubblica Ceca, Sabrina Stojkova, con i «capelli lunghi e neri» e quelle unghie tanto particolari.
La refurtiva è stata interamente recuperata, ancora divisa in due distinte buste che facevano capo ai due colpi appena portati a termine. Nel processo con il rito direttissimo che si è tenuto in Tribunale a Como, la donna (assistita dall’avvocato Massimiliano Iantorno) ha chiesto i termini a difesa e il giudice ha disposto la permanenza in carcere. Si entrerà nel merito della vicenda in una prossima udienza che si terrà a metà maggio.
Il primo colpo era avvenuto a Lecco. Una anziana era stata contattata al telefono da una voce che le aveva riferito che la figlia era stata colpita da una polmonite e che avrebbe dovuto essere curata immediatamente in Svizzera, con la necessità di versare subito 30 mila euro. La vittima aveva raccolto quello che poteva, tra ori e gioielli, consegnando tutto alla 31enne che si era subito volatilizzata per poi ricomparire a Ponte Lambro.
«Ha chiamato mia madre e ha finto che fossi io a parlare – racconta una professionista comasca, figlia della signora di 92 anni colpita dai malviventi – Le ha detto che dovevo fare un intervento urgente, per cui servivano tanti soldi, e che a breve sarebbe passata una ragazza a ritirare quello che poteva darle». La voce al telefono era stata anche previdente («mamma, non dire niente a nessuno, non voglio che si sappia») ma non aveva fatto i conti con il genero della vittima che era accidentalmente in casa e che aveva notato la signora, stranamente, uscire per parlare con qualcuno. Il tempo di chiedere e la truffatrice, di nuovo, era scomparsa. Ma sulle sue tracce, per fortuna, c’era già la polizia che l’ha intercettata a Como San Giovanni in stazione, appena in tempo. Interrogata ieri in aula, l’arrestata ha detto al giudice di essere stata avvicinata a Milano da una persona che le aveva promesso facili guadagni, e che avrebbe dovuto andare a ritirare delle buste che tuttavia non avrebbe mai dovuto aprire, seguendo solo le istruzioni. Una giustificazione che, come detto, non le ha evitato il carcere in attesa della prossima udienza.
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