Firme contro la movida di strada: l’appello dei residenti di via Garibaldi
L’appello Una raccolta firme indirizzata a Prefetto e autorità per chiudere la «discoteca all’aperto» nel centro città. Più pattugliamenti e limiti per la musica alta
Lettura 2 min.Le notti di piazza Volta e di via Garibaldi potrebbero avere le ore contate. Perchè ai tanti, tantissimi filmati girati nei weekend al calar del sole, in cui i gruppi di giovanissimi sono circondati da urla e musica alta, ora si aggiunge una raccolta firme.
La lanciano i residenti, che in merito alla sicurezza della zona non vedono miglioramenti, anzi. Di episodi di violenza, quei lampioni, ne hanno visti parecchi, più o meno gravi. L’ultimo in cui erano intervenute le forze dell’ordine risale a metà luglio, con una manciata di giovani alle prese con schiaffi e pugni in via Garibaldi. A giugno invece, in Piazza Volta, era toccato a un giovane di 19 anni, che aveva sfiorato la morte dopo essere stato accoltellato al basso ventre da un ventiduenne. Ed è anche in nome di questa violenza che i residenti, in forma corale, vogliono attenzionare il Prefetto e le autorità locali con un esposto.
Chiedono un pattugliamento costante nelle sere del weekend da parte di agenti, eventualmente anche in borghese, per far rispettare le norme del regolamento comunale della Polizia Locale circa il consumo di alcolici in strada, così come i bivacchi improvvisati davanti ai portoni e alle vetrine dei negozi. La presenza delle forze dell’ordine viene sollecitata anche per troncare sul nascere i frequenti scontri fisici e le aggressioni tra giovani. E poi c’è il problema più evidente, quello della musica alta, che tocca anche chi se ne sta chiuso in casa e tiene svegli fino alle prime ore del mattino. Dopotutto, gli stessi locali pubblici del centro sono sottoposti a regole per quanto riguarda la diffusione di musica, sia negli orari che nei livelli acustici. Al contrario, le casse bluetooth che affollano il triangolo tra via Grassi, Volta e Garibaldi non conoscono limiti se non quello della durata della batteria. E il risultato è ciò che i residenti descrivono come «una discoteca all’aperto».
Insomma, quella che va in scena dietro al “salotto buono” di Como è una movida artigianale, di strada, a cui si accede gratuitamente con il passaparola ogni fine settimana, specie il sabato, specie in estate. Proprio sull’onda degli ultimi weekend, i residenti hanno deciso di raccogliere firme, da presentare sulla scrivania della Prefettura. A differenza di altre battaglie cittadine, stavolta non c’è un volto noto di riferimento, e il motivo è presto fatto: si temono ritorsioni personali. C’è però un appello collettivo e un indirizzo mail a disposizione di chi volesse partecipare alla raccolta firme o saperne di più a riguardo: [email protected].
Le ragazze e i ragazzi che partecipano agli appuntamenti serali tra via Garibaldi e piazza Volta sono tanti, ma di anni ne hanno pochi. In un sabato sera, di estraneo c’è solo un venditore ambulante di passaggio. Chi viene per divertirsi, invece, arriva in gruppo. Alcuni stanno in piedi, altri ballano, altri ancora si siedono sull’uscio dei palazzi. Parlano tra di loro, scherzano, urlano e cantano. Insomma, fanno ciò che si fa normalmente in un locale notturno. Il punto è che, in quell’angolo di Como, il locale è la strada, e in balconata, nei privè, ci sono i residenti, stanchi, dietro alle finestre, che afferrano il telefono per girare l’ennesimo video di denuncia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA