Flauti, tamburi e danze: ad Albate il corteo dei buddisti
Fedeli in tuniche tradizionali in occasione del Thot Kathin. Prima di sfilare, la preghiera per la pace
Si è aperto con un momento di preghiera per la pace e la benevolenza nel mondo l’annuale corteo della comunità buddhista comasca, organizzato ad Albate in occasione del Thot Kathin, la cerimonia di offerta della veste alla comunità dei monaci, destinata in questo caso al monaco del tempio, Gnanawi.
Una ricorrenza che si celebra tradizionalmente al termine del periodo di ritiro monastico della stagione delle piogge, e che ogni anno richiama a Como fedeli da tutta la regione – Milano, Varese e Brescia – e da diversi Paesi del mondo, in particolare dallo Sri Lanka. D’altronde, la cerimonia si è svolta proprio secondo i canoni della tradizione, come hanno raccontato anche Sudeepa Kotuwegoda e la figlia Abhimana che, pur essendo originarie dello Sri Lanka, a Como hanno ritrovato una comunità buddhista forte e unita. «Ci sentiamo molto fortunate a partecipare a un’occasione così speciale – ha spiegato Abhimana Kotuwegoda –. C’è una bella atmosfera: giovani che suonano flauti e tamburi, ragazze in abito tradizionale che si esibiscono nelle danze tipiche». «Mi sento proprio come se fossi nel mio Paese», ha aggiunto la madre Sudeepa, sottolineando anche il ruolo decisivo che ha giocato il monaco Gnanawi nella costruzione di una comunità buddhista sempre più solida e coesa: «È un monaco molto bravo e onesto, ha contribuito a restaurare il tempio e, grazie al suo intervento, la comunità è migliorata molto».
Che un po’ di profumo orientale sia arrivato anche ad Albate, in via Ninguarda, dove la circolazione automobilistica è stata momentaneamente deviata, lo si è percepito fin dal tintinnio delle elaborate vesti arancioni, viola e verdi delle danzatrici e dal primo rullo dei tamburi suonati dai giovani in abito tradizionale. Il resto del corteo, composto da fedeli in tunica bianca, simbolo di purezza e umiltà, è proceduto rapido sui ritmi festosi delle musiche tradizionali, reggendo il libretto dei canti sacri e le vesti monastiche destinate all’offerta, in un gesto simbolico di devozione e generosità. Al centro del corteo, una piccola statua bianca del Buddha, collocata sul tettuccio di un’automobile e incorniciata da una composizione di fiori bianchi. La processione è poi confluita nel tempio Isipatharama, dove la comunità buddhista srilankese si è riunita per i momenti di preghiera e di celebrazione, proseguendo poi la giornata con un pranzo a base di piatti tipici.
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