«Fois si regalò due auto della Croce Rossa. Dopo poco le ha rivendute»

Il processo Sfilano i testimoni per i presunti illeciti dell’ex presidente. La difesa: «Ma nessuno ha verificato se aveva fatto lavori a quei veicoli»

L’ex presidente del Comitato di Como della Croce Rossa Matteo Fois si regalò due auto dell’associazione, per poi rivenderle successivamente a 13mila euro in un caso e a 6mila nell’altro. Ma la difesa attacca: «Nessuno ha verificato se nel frattempo Fois ha fatto lavori a proprie spese».

Entra nel vivo il processo all’ex numero uno dell’ente di via Italia Libera, accusato di un peculato da 36mila euro e di riciclaggio, in merito proprio alle due auto che erano state donate dai Vigili del fuoco alla Croce Rossa, che Fois si era donato in qualità di presidente e poi acquistate dalla Fratelli Bega, società di costruzioni che svolgeva lavori per conto della stessa Croce Rossa.

I primi testimoni chiamati in aula dal pubblico ministero Antonia Pavan sono stati il luogotenente Sebastiano Romano, del Nucleo di polizia economico finanziaria di Como, e l’ex commissario del Comitato di via Italia Libera Daniele Caruso.

Botta e risposta

Il sottufficiale della Guardia di finanza ha ripercorso le tappe dell’inchiesta, iniziata (ha spiegato) dopo «alcuni articoli di stampa» pubblicati da La Provincia agli inizi del 2020. Quindi ha affrontato il tema dei rimborsi spese chiesti e ottenuti da Fois ad Areu, l’Agenzia regionale di emergenza e urgenza. Parliamo di 4.166 euro in cinque anni, quanto concesso da Areu sugli oltre 41mila euro chiesto da Fois. Per la Procura si tratta di peculato. L’ex commissario Caruso ha spiegato «che non c’è alcun diritto a ottenere dei rimborsi spese da Areu, anche perché gli spostamenti di un presidente vengono fatti su mezzi della Croce Rossa».

Poi il sottufficiale delle Fiamme gialle ha affrontato il tema di un Mitsubishi Pajero e un Land Rover Discovery che i Vigili del fuoco avevano donato al Comitato di Como della Croce Rossa e, poco dopo, il presidente Fois ha ceduto a titolo gratuito a se stesso. Il commissario Caruso ha spiegato, rispondendo a una domanda del pubblico ministero, che «è un caso unico in Italia» il fatto che il presidente di un Comitato si regalasse mezzi dell’associazione.

Quelle auto, ha spiegato il luogotenente Romano, furono rivendute dopo pochi mesi da Fois a un costruttore che aveva lavori in essere con la Croce Rossa. Su questo aspetto gli avvocati di Fois, Paolo Grasso e Mario Botta, hanno chiesto all’investigatore se fossero stati accertati eventuali lavori sostenuti dall’ex presidente sulle auto: «No, nessun riscontro».

Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 aprile per gli altri testimoni dell’accusa.

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