Fondi povertà, Como fa ricorso davanti al Tar

Il caso. Nuova guerra legale di Palazzo Cernezzi contro l’assemblea dei sindaci per “eccesso di potere”

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G.Ron.

Como

Il Comune di Como scatena una nuova guerra legale davanti al Tar di Milano. Questa volta il contenzioso (per il quale è stato affidato un incarico da 7.945 euro a uno studio milanese) riguarda la delibera approvata dall’assemblea dei sindaci (presieduta da primo cittadino di Cernobbio, Matteo Monti) con i “criteri di riparto e delega di spesa Fondo povertà - Quota servizi 2024”, che significa i servizi per le famiglie seguite dai servizi sociali. L’ammontare complessivo dei fondi ministeriali è pari a 637mila euro dei quali 323mila sono stati destinati dall’assemblea dei sindaci all’Azienda sociale comasca lariana (composta dai Comuni di Como, Tavernerio e Carate Urio) e 179mila euro all’Azienda sociale lariana (tutti i comuni che si erano staccati dopo le polemiche con il sindaco di Como Alessandro Rapines e cioé Albese con Cassano, Bellagio, Blevio, Brienno, Brunate, Cernobbio, Faggeto Lario, Laglio, Lezzeno, Lipomo, Montano Lucino, Montorfano, Nesso, Pognana Lario, San Fermo, Torno).

Il Comune di Como ha deciso di rivolgersi ai giudici contestando il documento che, a suo dire, «presenta un vizio di legittimità per eccesso di potere derivante dalla applicazione solo parziale dei criteri ministeriali di riparto dei fondi statali destinati alla Quota servizi del Fondo povertà». E inoltre sostiene che «tale limitazione esulava totalmente dai poteri spettanti alla assemblea dei sindaci, avendo i criteri ministeriali natura obbligatoria in tutta la loro interezza, come inutilmente rimarcato in assemblea dal Comune di Como».

Da qui contestano la quantificazione dei fondi destinati sostenendo che «la deliberazione comporta, in concreto, una rilevante decurtazione delle risorse disponibili per i Comuni di Como, Tavernerio e Carate Urio». Fra l’altro in una ulteriore delibera dello stesso giorno, l’assemblea ha deliberato di approvare la delega di spesa in favore dell’Azienda sociale comasca lariana autorizzandone la sottoscrizione solo a seguito del completo trasferimento dei fondi d’ambito al Comune di San Fermo. In pratica niente soldi (che comunque Como contesta) finché non si saranno chiusi i rapporti economici pregressi. Intanto la partita si è spostata ora al Tar.

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