Forze dell’ordine: rinnovo dei contratti. Ecco a chi spettano gli aumenti per 430mila statali
Novità L’intesa stabilisce un incremento medio mensile lordo a regime (dal 2027) pari a circa 188 euro
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Si è conclusa positivamente la trattativa per il rinnovo contrattuale del comparto Sicurezza e Difesa, relativo al triennio 2025-2027. L’accordo, siglato a Palazzo Vidoni alla presenza del ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e dei rappresentanti sindacali e delle associazioni professionali dei militari, coinvolge circa 430mila dipendenti tra donne e uomini in divisa.
La firma giunge a soli 18 mesi dalla sottoscrizione del precedente accordo (riferito al triennio 2022-2024), segnando un passaggio d’impatto sul fronte delle tempistiche e garantendo un sensibile adeguamento delle buste paga per il personale delle Forze dell’ordine, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco.
Le cifre degli aumenti: chi riceve di più?
L’intesa stabilisce un incremento medio mensile lordo a regime (dal 2027) pari a circa 188 euro (precisamente 188,63 euro). Per il personale con qualifiche iniziali (come gli agenti alla prima fascia), la crescita della retribuzione corrisponderà a un minimo di 100 euro netti al mese, con cifre progressivamente più alte a salire lungo la scala gerarchica.
La ripartizione degli incrementi lordi mensili medi evidenzia alcune lievi differenze a seconda della singola forza e della specificità del ruolo ricoperto:
-Guardia di Finanza: +194 euro lordi/mese
-Arma dei Carabinieri: +189 euro lordi/mese
-Polizia di Stato: +188 euro lordi/mese
-Polizia Penitenziaria: +179 euro lordi/mese
-Vigili del Fuoco: +173 euro lordi/mese
-Esercito Italiano: +172 euro lordi/mese
Gli arretrati e il cumulo dei contratti
Grazie alla successione ravvicinata delle due tornate contrattuali (il ciclo 2022-2024 e il neonato 2025-2027), i dipendenti del comparto registreranno a regime un beneficio complessivo minimo di 2.600 euro all’anno (pari a un incremento cumulativo di almeno 200 euro netti al mese rispetto a due anni fa).
Inoltre, l’accordo prevede l’erogazione di una quota di arretrati lordi per il biennio precedente, stimata mediamente in 2.448 euro lordi a dipendente.
Non solo stipendi: indennità, straordinari e tutele per i genitori
Oltre alla componente prettamente salariale, il nuovo accordo interviene su diversi istituti normativi e sul pacchetto del welfare aziendale, introducendo modifiche attese da tempo:
Trattamento accessorio: È prevista una complessiva rideterminazione e rivalutazione delle tariffe per le ore di lavoro straordinario.
Indennità speciali: Vengono ricalcolate e potenziate le indennità di rischio e quelle collegate alle specificità operative dei diversi ruoli sul territorio.
Welfare e conciliazione vita-lavoro: Tra le tutele sociali inserite spicca l’esonero dal servizio notturno per i genitori monoparentali, una misura mirata a supportare la gestione familiare dei nuclei con un unico genitore a carico.
Il nodo pensioni: verso la previdenza dedicata
Un altro punto qualificante dell’intesa non riguarda direttamente la busta paga immediata, bensì il futuro previdenziale della categoria. Contestualmente alla sigla del contratto, il Governo ha sottoscritto l’impegno solenne ad avviare, entro 90 giorni, un tavolo di confronto interministeriale sulla previdenza dedicata.
L’obiettivo è quello di individuare correttivi strutturali capaci di compensare gli svantaggi pensionistici legati ai limiti ordinamentali di età e alle specificità della carriera in divisa, una delle rivendicazioni storiche più sentite dai sindacati del comparto.
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