Foto intime della compagna sui social. La vendetta lo porta davanti al giudice
L’inchiesta Chiesto il processo per un giovane di Giussano accusato di revenge porn e lesioni. Aveva creato un falso profilo Instagram della vittima con immagini sessualmente esplicite
Lettura 1 min.È accusato di revenge porn, per aver girato foto sessualmente esplicite della compagna al padre di lei, e anche per aver creato un finto profilo Instagram per caricare e diffondere proprio quella immagini, avanzando anche richieste di amicizia ad altri utenti con l’unico scopo di dare una maggiore diffusione possibile all’immagine.
L’accusa
Una umiliazione pubblica, scatenata dalla rabbia per una presunta crisi di coppia. Una vendetta che ha provocato nella vittima un grave stato di prostrazione e che ha portato il compagno, un venticinquenne oggi residente a Giussano ma all’epoca dei fatti convivente con la ragazza nel Comasco, ad essere chiamato a rispondere di una lunga serie di reati che vanno dal revenge porn, ovvero la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, alle lesioni, alle molestie (in seguito a messaggi di insulto) passando dalla violenza privata per arrivare infine alla sostituzione di persona, per aver aperto quel profilo social facendo finta di essere la ragazza.
La vicenda risale ad un periodo compreso tra il 2023 e il marzo del 2024. La Procura di Como, con il pubblico ministero Michele Pecoraro, ha chiesto il rinvio a giudizio del ragazzo, con una udienza preliminare che è stata fissata per il mese di luglio. Il venticinquenne pare che accusasse la fidanzata di tradimento e per questo aveva preteso a più riprese, configurando la contestazione di violenza privata, di farsi rivelare il nome della persona con cui usciva, scenate di gelosia che avevano poi portato anche a lesioni personali visto che la compagna era stata a più riprese colpita con schiaffi e pugni con prognosi che erano anche state refertate. Le attività di indagine della Procura avevano anche portato a una perquisizione e al sequestro delle apparecchiature elettroniche che erano in uso al ragazzo, ovvero il cellulare e il tablet utilizzati per diffondere le foto hard.
L’udienza
E l’episodio più brutto di questa terribile storia è proprio la diffusione voluta della fotografia sessualmente esplicita, con l’intento di oltraggiare la compagna.
Una immagine che avrebbe dovuto rimanere privata, ma che invece contro la volontà della giovane (di 23 anni) era stata inviata non solo al padre di lei, ma anche caricata su un falso profilo social e resa dunque pubblica in modo che tutti potessero accedervi, arrivando come detto a chiedere anche delle amicizie per aumentarne la diffusione e dunque creare ancora più danno.
Un comportamento di cui ora il venticinquenne sarà chiamato a risponderne davanti al giudice delle udienze preliminari, con la ragazza che si costituirà parte civile, assistita dall’avvocato Daniela Vigliotti. L’appuntamento con l’aula è per il prossimo mese di luglio.
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