«Fu La Russa jr a dirmi che lui e l’amico hanno avuto un rapporto a mia insaputa»

La svolta L’inchiesta sui presunti abusi commessi a casa del figlio del presidente del Senato. Identificato dalla squadra mobile l’amico presente quella notte: è un ragazzo di Como di 24 anni

«Mi sono risvegliata nuda, nel suo letto, accanto a lui. Scioccata ho chiesto cosa fosse successo. E Leonardo mi confermò che sia lui e sia il suo amico avevano avuto un rapporto con me a mia insaputa». Nel caso di La Russa jr, il figlio del presidente del Senato finito sotto accusa per violenza sessuale, spunta un secondo indagato. Si tratta di un giovane comasco, 24 anni, identificato dai poliziotti della squadra mobile di Milano quale l’amico che, la notte della presunta violenza sessuale, avrebbe abusato della giovane che ha denunciato Leonardo La Russa.

Il racconto della ragazza

Sotto inchiesta è così finito Tommaso “Tommy” Gilardoni, 24 anni, comasco che vive a Londra, originario della Valle Intelvi e assiduo frequentatore del mondo delle sale da ballo e dei locali notturni. È lui, secondo la ricostruzione dei poliziotti milanesi, il ragazzo che il figlio del presidente del Senato ha detto essere presente alla notte di sesso dopo una serata in discoteca con un’amica.

In buona sostanza l’indagine a carico del giovane è stata avviata sulla base del racconto, fatto alla presunta vittima, da Leonardo La Russa. Una posizione, la sua, tutta da valutare dunque. Perché se è un fatto che la ragazza si sia risvegliata nel letto del figlio di Ignazio La Russa - il quale quella mattina si è pure affacciato nella stanza dov’erano i due giovani - e che entrambi fossero nudi, della presenza del 24enne comasco gli inquirenti hanno saputo solo in base al racconto fatto dal ragazzo stesso all’amica.

«Leonardo - ha riferito nella sua denuncia la giovane - mi disse che l’amico si era fermato a dormire in un’altra stanza dell’appartamento. Mi avevano spogliato. Scioccata, ho scritto a un’amica mentre ero nel letto, chiedendo anche a lei perché fossi da sola a casa di Leonardo. Lei rispose che pensava fossi stata drogata, e che stavo benissimo fino a quando» lo stesso La Russa «mi portò un drink».

Gli accertamenti tecnici

All’identificazione di Gilardoni i poliziotti sono arrivati soltanto lunedì anche grazie ad una serie di elementi raccolti nell’inchiesta, tra cui l’analisi di alcuni contatti telefonici nonché le testimonianze raccolte in questi giorni, anche di altri ragazzi che erano presenti alla festa all’Apophis del 18 maggio, al termine della quale La Russa jr ha portato a casa sua la 22enne che ora lo denuncia di violenza.

Gli inquirenti, dopo l’identificazione, hanno deciso di contestare anche al 24enne comasco l’accusa di violenza sessuale e di non optare per un’imputazione di abusi di gruppo a carico di entrambi, anche perché le indagini dovranno appurare non solo se la ragazza sia stata violentata in stato di incoscienza, come lei ha raccontato, ma anche se quelle violenze siano avvenute in fasi diverse.

Intanto, un altro passo dell’indagine passa attraverso le operazioni tecniche, previste per le prossime ore, necessarie per effettuare la copia forense del telefono sequestrato venerdì scorso a La Russa junior. Le verifiche, alla ricerca di video, foto, messaggi e telefonate sui social utili per le indagini, riguarderanno solo il cellulare, che è stato accertato essere nella disponibilità del giovane.

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