Funzionario del Comune indagato: si sarebbe impossessato di oltre 1.700 marche da bollo
Como Il dipendente si sarebbe fatto consegnare le marche da bollo, anche in numero superiore a quello necessario, per poi appropriarsene invece di applicarle sulle istanze di cremazione e dispersione. Avrebbe falsificato anche a penna gli adesivi
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A seconda dei casi, avrebbe applicato valori bollati rimossi da altre pratiche oppure falsificato a penna il numero seriale e la data impressi sulla marca da bollo, lasciando nel fascicolo del de cuius i documenti in copia e non in originale. Al centro di questo caso, portato alla luce dai finanzieri del Comando Provinciale di Como, c’è un funzionario di Palazzo Cernezzi, ora denunciato per i reati di peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri e per falsificazione di valori di bollo.
Il dipendente che, trovandosi ora nella fase delle indagini preliminari si presume innocente fino a sentenza irrevocabile, gestiva le pratiche di cremazione e di dispersione delle ceneri dei defunti. A tradirlo sono state delle irregolarità rilevate nelle procedure amministrative dell’ufficio morti dello Stato Civile di Como e dell’ufficio decessi dell’ospedale “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia. Nell’analisi del caso, i finanzieri hanno prima sequestrato oltre 4.900 fascicoli mortuari relativi a decessi intercorsi tra il 2022 e il 2025, poi hanno contattato dipendenti degli uffici comunali e onoranze funebri.
Si è scoperto quindi che il funzionario in questione, si sarebbe fatto consegnare le marche da bollo, talvolta anche in numero superiore a quello necessario, dalle imprese di onoranze funebri, salvo poi appropriarsene e non apporle sulle istanze di cremazione e dispersione presentate. In tutto, si sarebbe appropriato di oltre 1.700 marche da bollo del valore di 16 euro ciascuna. Oltre alle denunce, il dipendente in questione è stato sottoposto all’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria oltre che a un decreto di sequestro preventivo del profitto del reato, finalizzato alla confisca, pari a € 27.904,00.
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