Gestione di piscine e Palaghiaccio, il Pd attacca: «Como è di tutti e deve rimanere di tutti»
Il Partito democratico cittadino: «L’accesso alle strutture interessate sarà ancora garantito ad associazioni, società sportive e singoli utenti a prezzi accessibili a tutti?»
Con una lunga nota, anche il Partito democratico di Como interviene in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di “licenziare” Csu per la gestione di piscine e PalaGhiaccio. «Lo sport in città - scrive la segreteria del Pd cittadino - si ritrova a dover attraversare l’ennesimo momento di incertezza, tra associazioni che non sanno come, quando e dove potranno continuare le proprie attività e privati cittadini che non hanno alcuna informazione sulla validità dei propri abbonamenti. Già, perché ancora una volta, in primis, è mancata la comunicazione preventiva e la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma non ci sorprendiamo neanche più. Così come non ci sorprende l’ennesima manovra fredda e burocratica di un’amministrazione che bada più ai numeri che al reale funzionamento dei luoghi a servizio della cittadinanza. Non demonizziamo a prescindere bandi e gare, ma non possono essere la soluzione semplice e rapida a qualsiasi questione. Serve prima di tutto avere una visione dei servizi che la città offre a chi la vive, così come occorre rendersi conto del valore inestimabile che lo sport ha sulla salute, sull’educazione e sulla socializzazione all’interno della comunità».
«Qui si tratta di una precisa scelta politica da parte di Rapinese - prosegue il Pd -: sarebbe infatti possibile continuare ad affidare a Csu, società interamente di proprietà comunale, la gestione degli impianti sportivi. Ma proprio perché si tratta di una scelta politica, è importante che, in caso di cambio di gestione, il Comune tuteli cittadini e lavoratori. Non è chiaro quale sarà il futuro del personale che lavora nei luoghi interessati, ma è possibile inserire nel bando una clausola sociale con obbligo di assunzione dei dipendenti dei Csu che attualmente si occupano degli impianti sportivi. Sarebbe un primo passo. Inoltre la nostra preoccupazione è anche sulle conseguenze concrete che questa manovra avrà: l’accesso alle strutture interessate sarà ancora garantito ad associazioni, società sportive e singoli utenti a prezzi accessibili a tutti? Visto il trend di questa amministrazione, non vorremmo che Como diventasse un lusso anche per quanto riguarda lo sport in città. Chiediamo anticipatamente di dare al nuovo affidatario delle indicazioni per le tariffe e/o un contributo per mantenerle identiche a quelle attuali. Como è di tutti e deve rimanere per tutti».
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