(Foto di archivio)
L’operazione La Polizia punta i riflettori sui reati commessi dai giovani. Sei fogli di via obbligatori e dieci esecuzioni pena per altrettante condanne
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La Polizia dedica l’intero mese di giugno alla prevenzione e alla repressione del reati delle cosiddette baby gang e, più in generale, accende i riflettori sulla criminalità giovanile. E in provincia di Como ben venti giovanissimi finiscono nei guai, tra chi - condannato in via definitiva - deve scontare una pena e chi viene denunciato o arrestato.
Tecnicamente l’operazione viene definita ad “alto impatto” e l’intenzione è lanciare un segnale su una problematica particolarmente di attualità per il nostro Paese. Un’operazione che ha interessato 44 province ed è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo. Complessivamente in tutta Italia sono stati tratti in arresto o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 492 maggiorenni e 47 minori per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti, 791 maggiorenni sono stati denunciati in stato di libertà, e 163 minorenni per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
In provincia di Como la Questura, nell’arco di un mese, ha emesso 6 fogli di via obbligatorio, per altrettanti giovani, protagonisti di episodi violenti, e per questo allontanati dalle zone dove sono stati sorpresi a creare problemi; un divieto di avvicinamento per stalking; dieci esecuzioni pena per altrettanti giovanissimi per i quali le condanne sono passate in giudicato; due indagati (per stalking e per resistenza a pubblico ufficiale) infine un arresto per detenzione di droga ai fini dispaccio. E proprio la droga è il reato più “gettonato”. Complessivamente i poliziotti hanno sequestrato un paio di etti di cocaina, un etto e mezzo di cannabis e sei pastiglie di metilenediossipirovalerone, droga sintetica particolarmente legata al mondo giovanile. Nella maggior parte dei casi i protagonisti finiti nei guai sono italiani, ma nella rete della Questura sono finiti anche giovani stranieri alcuni di loro rimpatriati dopo la condanna.
Complessivamente i poliziotti comaschi hanno identificato e controllato 82 minorenni e 369 maggiorenni. Inoltre sono stati effettuati accertamenti in dieci diversi esercizi commerciali e in sette bar e ristoranti del centro di Como nei luoghi della cosiddetta movida.
In tutta questa mole di controlli, ed è già una notizia, non sono stati rinvenuti minorenni o giovani armati di coltello. Almeno, nella nostra provincia.
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