«Gustate il lago con lentezza». Open day alla darsena di Villa Geno
Sport acquatici. Un ricco programmacon immersioni, percorsi con pagaie e kayak,lezioni di carteggio
Lettura 1 min.Pomeriggio soleggiato di una domenica di maggio e da qualche anno lo spettacolo è sempre lo stesso: code di turisti ai pontili e una coreografia di motoscafi che sfreccia senza sosta sull’acqua. Ma se ormai l’esperienza del “lago dal lago” sembra andare per la maggiore tra i turisti, per i cittadini comaschi esistono ancora realtà in grado di offrire un’esperienza diversa.
«Vivere il lago significa anche gustarlo con lentezza, scoprire con pazienza ogni anfratto e bellezza nascosta. La canoa permette proprio questo» ha spiegato Michele Napione, vicepresidente dell’Associazione Kayak Como, durante l’open day di ieri organizzato alla Darsena di Villa Geno. Per gli appassionati dell’acqua, è stato previsto un ricco programma di prove gratuite: immersioni nella piscina di Como Nuoto con la Scuola Subacquea di Como, lezioni di carteggio nautico e tracciamento delle rotte con la scuola di vela Annje Bonnje e percorsi con pagaie e kayak insieme all’Associazione Kayak Como.
«La nostra è un’attività riservata solo agli associati che hanno sostenuto un’adeguata formazione. Non affittiamo a turisti perché può diventare davvero pericoloso spostarsi sul lago senza le competenze adatte» ha sottolineato Napione. Il riferimento è ai continui noleggi di barche con motore di potenza inferiore a 40 cavalli per i clienti senza patente che hanno causato non pochi problemi nell’ultimo periodo: «Capita spesso che viaggino troppo vicino alla costa o che entrino nell’area riservata agli idrovolanti».
Tra traghetti, motoscafi e barche a noleggio il risultato è un traffico di imbarcazioni senza precedenti che sta mettendo a dura prova il lago stesso. Proprio a causa di un moto ondoso sempre più violento e continuo stanno cominciando a cedere i muri delle storiche ville e anche la popolazione ittica sta affrontando un calo di riproduzione.
Problemi non diversi si registrano anche sul fronte delle immersioni subacquee. «L’area di immersione è delimitata dalle boe e la legge prevede che si mantenga una distanza di 100 metri - ha precisato Giovanni Locatelli, presidente della Scuola Subacquea di Como -. Noi non pretendiamo così tanto, però l’altro giorno ci è passata una barca a due metri».
Una situazione che quindi, nonostante gli interventi di Polizia e Guarda di Finanza, continua ad avere bisogno di una maggiore regolamentazione, a tutela tanto dei cittadini quanto del lago stesso. «D’altronde, sentirsi parte di un territorio significa anche e soprattutto proteggerlo e tutelarlo. Se invece sarà il profitto ad essere sempre la priorità numero uno, tra qualche anno ci ritroveremo soltanto in un brutto luna park».
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