Hantavirus, morto il paziente di Zurigo. «Allerta, senza allarmismi»

Infezioni Grave una francese. Prudente Gori, direttore Centro regionale malattie infettive

Hantavirus, dopo un decesso a Zurigo altro svizzero in quarantena, allertata la rete lombarda per le Malattie infettive. Quattro i contatti in Italia, mentre un giovane calabrese è stato trasferito allo Spallanzani di Roma dopo la comparsa di alcuni sintomi.

«Però secondo le autorità internazionali ed europee non siamo alle porte di una nuova pandemia – spiega Andrea Gori, direttore del Centro regionale Malattie infettive che ha sede all’ospedale Sacco di Milano –; siamo al momento in una fase di basso rischio, questo perché questo ceppo di hantavirus difficilmente si diffonde da uomo a uomo, anche questa tipologia isolata, chiamata Andes, necessita di un contatto prolungato e molto stretto. Non a caso il focolaio è scoppiato all’interno di una nave, impegnata in un lungo viaggio. In genere questo agente patogeno infettava attraverso gli escrementi dei roditori portatori; già in passato però un ceppo è stato capace di passare per le vie aeree da persona a persona, ma non c’è stato un vero salto di specie».

Monitoraggi

Intanto in Europa tra Spagna e Olanda proseguono i monitoraggi sui contatti con i pazienti sbarcati dalla nave, il focolaio è scoppiato durante una crociera arrivata in Argentina. C’è un caso grave da terapia intensiva anche in Francia dove i casi di contatto da isolare sono ormai più di venti. Il tasso di letalità del virus appare significativo.

Saremo capaci di gestire nuove emergenze o non abbiamo a sufficienza imparato dal Covid? «Dobbiamo stare allerta, senza allarmismi – dice ancora Gori –; in questi anni in Lombardia abbiamo lavorato molto per costruire un sistema di sorveglianza rapido, in centri come il Sacco, il San Matteo di Pavia e in tutti i centri con esperti di Malattie infettive. Prima del Covid questa rete non esisteva. Per ora questo focolaio è stato gestito con prontezza molto bene in mezzo mondo, a partire dalla Spagna dove la nave è attraccata. Occorre risalire agli spostamenti e ai contatti fatti dai passeggeri, non è semplice. Ma penso che i Paesi interessati si siano mossi bene. Noi come rete lombarda siamo pronti, anche a livello locale siamo in grado di attivare i servizi per diagnosticare possibili infezioni attraverso prelievi di sangue». Il Ministero ha diffuso una circolare con le prime indicazioni, «la priorità nell’esecuzione dei test per l’hantavirus deve essere attribuita ai soggetti sintomatici, in particolare a quelli con quadro clinico compatibile con sindromi cardiopolmonari». Questa la principale possibile complicanza dettata dall’infezione.

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