I comaschi al Meeting di Rimini: «Superiamo insieme tutte le divisioni»

La delegazione Simona Frigerio, presidente della Cdo Como: «Molto forte il messaggio di Leone XIV. I settori economici lavorino uniti e anche i territori»

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Ha lasciato il segno papa Leone XIV nella sua visita di sabato al Meeting dell’amicizia tra i popoli, iniziativa targata Comunione e liberazione, in corso a Rimini fino a mercoledì.

Dal pontefice, che visitava il Meeting 44 anni dopo la storica partecipazione di Giovanni Paolo II, sono arrivati messaggi chiari e forti, di portata universale ma declinabili anche in chiave locale.

«Anche quest’anno - spiega Simona Frigerio, presidente della Compagnia delle opere di Como dallo scorso luglio - il Meeting si è confermato un grande evento, anche culturale, un luogo di incontri, relazioni, un’occasione por ricevere suggerimenti».

Sono circa quaranta i comaschi presenti in questi giorni a Rimini, in gran parte associati della Cdo, ma anche amministratori locali (come il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca) e rappresentanti di altre associazioni di categoria.

«Abbiamo vissuto con emozione ed entusiasmo - continua Frigerio - la visita di papa Leone. Ha rivolto un appello all’unità, ossia allo stare insieme tra noi e con la Chiesa, un appello all’amicizia, per avere la possibilità di superare insieme le difficoltà e tempi bui, ed un appello all’apertura verso il prossimo, per affrontare i problemi senza rimanere chiusi in noi stessi».

Il Santo Padre ha visitato due mostre allestite in occasione del Meeting: la prima è dedicata ad Agostino, il santo di Ippona punto di riferimento per un papa già al vertice dell’Ordine agostiniano. La seconda racconta invece la figura di Léon Harmel, industriale illuminato che, nella Francia dell’Ottocento, ha anticipato l’enciclica Rerum Novarum e la dottrina sociale della Chiesa. «Questo imprenditore - prosegue Frigerio - è per tutti noi fonte di ispirazione: è fondamentale fare impresa mettendo al centro l’uomo, che deve sempre essere un fine e non un mezzo».

Cosa possiamo imparare da tutto questo e come trasferire questi concetti nella comunità locale e nell’affrontare i problemi della nostra città e del nostro territorio, si chiede la presidente di Cdo Como: «La persona viene prima di tutto - afferma -, prima dei confini, degli Stati e prima delle stesse istituzioni. Dobbiamo quindi sforzarci di guardare più all’uomo che alla sua appartenenza. Concentriamoci sulle persone, che sono una risorsa fondamentale. Questo - dice ancora Frigerio - vale in tutti i campi: politica, economia, sociale. Prendiamo il tema dell’immigrazione - continua -: va certamente regolata e controllata, ma deve essere considerata come una ricchezza, non come un pericolo; oggi un nuovo Sant’Agostino, originario del nord Africa, potrebbe arrivare in Europa con i barconi».

Proprio le attuali dinamiche dell’economia dimostrano l’importanza della persona: «Vediamo tutti i giorni - dice l’imprenditrice comasca - la difficoltà nel reperire risorse adeguate per lo sviluppo delle nostre aziende; il nostro compito è quello di creare condizioni adeguate affinché chi lavora ottenga una soddisfazione professionale ma anche umana».

Per quanto riguarda poi l’appello all’unità, secondo Frigerio il suggerimento del papa va colto anche all’interno del nostro tessuto sociale e produttivo: «Non possiamo più pensare ad una competizione tra settori; Leone XIV ci invita ad affrontare le sfide insieme, creando sinergie. Il forte sviluppo del turismo comasco ovviamente non basta da solo: ma, dalla crescita di questo comparto, è possibile pensare a nuove strade anche per altri comparti storici, come il tessile di Como, il settore del mobile canturino ed il metalmeccanico erbese. Lo sport e la bellezza paesaggistica - afferma ancora la presidente della Cdo provinciale - hanno messo la nostra città al centro del mondo: questa deve diventare un’opportunità per tutti, con i singoli settori che si rafforzano all’interno di una visione comune».

Questo percorso unitario, conclude Frigerio, deve interessare anche i territori di Como e Lecco: «Divisi siamo più deboli, mentre uniti possiamo fare molta strada; penso al lavoro comune in Camera di commercio e a quello delle associazioni territoriali: un cammino che deve essere ulteriormente rafforzato».

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