Afa, degrado, piccioni e pochi clienti. I “dimenticati” del mercato coperto

Il caso. Protestano gli esercenti di via Mentana che a giugno avevano chiesto di ridurre l’orario. Dal Comune nessuna risposta. Risultato: poco commercio, spazi roventi e tanti altri nodi irrisolti

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Troppo caldo al mercato, gli operatori chiedono di chiudere dopo pranzo, mentre i locali del nuovo padiglione restano vuoti e inutilizzata rimane anche l’area produttori.

Non solo: con una lettera inviata alla fine del mese di giugno con l’estate alle porte, gli operatori del mercato coperto avevano domandato all’amministrazione comunale di poter ridurre l’orario di apertura, chiudendo al pomeriggio, di fatto applicando un orario ridotto per i mesi di luglio e agosto con apertura dal mattino fino massimo alle 15. Una scelta dettata anche dallo scarso passaggio di clientela nelle ore pomeridiane e dal fatto che tanti operatori, comunque, dopo pranzo chiudono comunque le serrande, i più tra le 13 e le 15 con una organizzazione fai da te poco chiara per i clienti.

Non sono però arrivate risposte da Palazzo Cernezzi e gli orari sono tutt’ora affatto definiti, sabato pomeriggio per esempio su una quarantina di bancarelle erano aperte soltanto cinque, un mezzo deserto.

Tra le segnalazioni che gli operatori avanzano c’è poi quella degli spazi prima utilizzati dai produttori, accompagnati alla porta dal Comune non senza polemiche. Eseguiti i lavori di sistemazione, data una imbiancata, per il momento tutto è ancora fermo. Più in generale anche nella parte più storica i venditori aspettavano anche l’arrivo di un nuovo sistema laser per allontanare i piccioni, ospiti da sempre indesiderati, soprattutto dopo che nei mesi scorsil’amministrazione aveva proceduto a rimuovere le brutte reti anti volatili. E poi: manca ancora, segnalano i commercianti, una regolazione automatica delle luci, per consentire un migliore risparmio sui consumi giornalieri, prima del crepuscolo. Ultimo grande capitolo il padiglione ex grossisti, per anni dimenticato, incompiuto dal 2015, quindi sistemato e terminato finalmente durante questo mandato amministrativo. Gli spazi, raccontano sempre gli operatori, sono pronti, la definitiva sistemazione risale ormai a settembre 2025, eppure è tutto vuoto. Anzi all’esterno in alcuni punti si notano già i primi danni, un vetro rotto e qualche scrostatura. Il nuovo padiglione rimane inutilizzato, è in cerca di un utilizzo continuativo.

«Gli operatori si sono rivolti al Comune di loro spontanea volontà – commenta per Confesercenti Como il presidente Claudio Casartelli –, ma non hanno ottenuto risposte. Il problema del caldo d’estate c’è sempre stato, ma quest’anno è insopportabile, e al pomeriggio il mercato potrebbe chiudere del tutto. Fatti alcuni lavori e una imbiancatura, resta la questione storica dei piccioni. Quanto all’area produttori messa in sicurezza ora bisognerebbe mettere gli stalli a bando. Per il padiglione ex grossisti invece bisogna pensare ad altro, gli stalli sono poco adatti alla vendita, ogni operatore dovrebbe mettere mano al proprio quadrato senza un contesto già strutturato. Più che un’area mercatale si può sfruttare il nuovo padiglione come una piazza. Per eventi pubblici, manifestazioni». Fatte le opere serve, insomma, qualche idea.

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