I medici di famiglia? Vecchi. Mancano le nuove leve

Sanità Medicina di base in crisi, troppi i camici bianchi vicini alla pensione. Oltre la metà ha più di 60 anni, i vuoti più preoccupanti nell’Erbese e sul lago

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Un medico su quattro è vicino alla pensione, uno su dieci potrebbe già appendere lo stetoscopio al chiudo.

Guardando solo al distretto di Como, che comprende la città e i Comuni limitrofi, la medicina generale regge meglio che nel resto della provincia. Il capoluogo resta il territorio più attrattivo, molto più per esempio confronto all’alto lago. Eppure i 75 medici di famiglia e i 12 pediatri in servizio iniziano ad avere un’età ragguardevole, 53 anni e mezzo in media. Occorre dire che rispetto al periodo post pandemia in città sono arrivati alcuni nuovi medici tra i 30 e i quarant’anni, ringiovanendo un po’ gli ambulatori. E però il 44,8% dei camici bianchi ha più di 60 anni. Gli over 65 sono il 23%. uno su dieci come detto ha l’età anagrafica per andare in pensione, 68 anni compiuti, detto che si può restare in servizio fino a 70 anni domandando una deroga fin oltre i 71 anni. Come stanno attualmente facendo tre medici.

La piramide anagrafica nella medicina generale non pende dalla parte delle nuove leve, un solo medico di base nel distretto di Como è under 30, il 19,5% ha tra i 30 e i 39 anni, il 12,6% è nella fascia dei quarantenni, i cinquantenni rappresentano il 21,8% dei medici negli ambulatori, ma sono gli over 60 i dottori più numerosi, quasi la metà dell’organico complessivo. Difficile pensare che questi dottori vengano nei prossimi anni rimpiazzati da altrettanti nuovi ingressi.

È vero che per il triennio 2022 / 2025 si sono appena diplomati per tutta la provincia 15 nuovi medici di medicina generale, fatto un percorso di formazione che porta ora questi novelli dottori ad indossare negli ambulatori gli stetoscopi, come già in parte stavano facendo pur frequentando lezioni pratiche e teoriche. Sono però proprio le iscrizioni ai corsi di formazione a mancare, come mancano le domande per coprire gli ambiti rimasti senza medico che ogni anno vengono pubblicati. Dall’ultima finestra sono arrivati undici medici, uno anche in città dove pure già prestava servizio come figura non ancora titolare.

Sono comunque pochi i nuovi medici se si pensa che in tutta la provincia una quarantina di curanti sono vicini alla pensione. In tutto il territorio Comasco lavorano esattamente 286 medici di medicina generale, oltre a 55 pediatri, questo il dato appena aggiornato dall’Ordine di Como. Un anno fa i medici di famiglia erano 295 e i pediatri di libera scelta 57. La curva è ancora in discesa, non abbiamo superato quella “gobba pensionistica” che la sanità locale confidava di archiviare, così da restituire alla medicina di base maggiore stabilità. Per fare fronte ai pazienti sempre più medici aumentano il massimale, anche oltre i 1.800 assistiti a testa. In diverse zone, senza sostituzioni, l’Asst Lariana per garantire a tutti un riferimento sta aprendo gli ambulatori temporanei, con medici che cambiano in base ai turni, senza però una diretta relazione con il proprio curante. Nell’Erbese, nella Bassa, verso Menaggio, la carenza di medici si fa sentire ancor più pesantemente rispetto alla città capoluogo, che pure rispetto al passato soffre maggiormente. In particolare in alcuni quartieri meno gettonati, da Rebbio a Prestino.

Tornano quindi all’attenzione della politica le case di comunità, dove concentrare le energie, senza però, dicono i medici, rinunciare alla presenza capillare dei singoli studi professionali e soprattutto al rapporto fiduciario con i pazienti.

È in queste settimane in fase di discussione una riforma della medicina territoriale varata da governo e regioni che però incontra le forti resistenze delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei medici. Alcune sigle si sono dette pronte allo sciopero, altre, più moderate, hanno comunque ribadito il loro no. L’opposizione resta a proposito del passaggio alla dipendenza, i medici di famiglia vogliono continuare ad essere libero professionisti senza diventare medici del sistema sanitario al pari degli ospedalieri. Inoltre l’obbligo di effettuare un monte ore nelle case di comunità solleva altrettante critiche.

Resta la fotografia scattata a Como e dintorni. L’organico dei medici di famiglia in tutta la provincia in pochi anni è sceso di quasi un quarto del totale, da oltre 400 medici siamo passati a meno di 300. E ancora oggi l’età media è molto elevata, c’è una ampia platea di medici di base non lontana dalla pensione.

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