I nuovi parapetti del lungolago? Già visti sulla passeggiata Gelpi
Arredo urbano Svelata la soluzione “top secret” allo studio della Regione - Le nuove barriere saranno uguali a quelle posizionate di fronte a Villa Gallia
Lettura 1 min.La nuova soluzione top secret a cui stanno lavorando Regione Lombardia e il Comune di Como per i parapetti del lungolago non avrà bisogno di prototipi. Secondo indiscrezioni, infatti, la scelta sarebbe caduta su delle protezioni già presenti a Como e, più precisamente, lungo la passeggiata Gelpi che va dall’hangar a Villa Olmo. Andando ad osservare direttamente si scopre che il percorso che costeggia il lago in realtà presenta quattro tipi diversi di parapetti, ma la prima tipologia è da scartare perché costituita da semplici tubolari che non rispettano alcuna norma attuale mentre altre due sono decorate ma “scalabili” e quindi anche loro non replicabili. Ecco quindi che i prescelti sarebbero i parapetti presenti nel tratto di passeggiata davanti a Villa Gallia da rialzare di almeno una decina di centimetri: bacchette lisce con all’interno dei piccoli “nodi”. Si tratta di un motivo in realtà molto diffuso e che spesso viene utilizzato anche per le inferriate delle abitazioni o per cancelli e altre protezioni in ferro.
Il sindaco Alessandro Rapinese venerdì sera a Etv aveva indicato in «due settimane» il tempo concordato con la Regione per arrivare a chiudere la partita sottolineando come ci siano già state interlocuzioni con la Soprintendenza. Sono ormai alcuni anni che si parla dei parapetti definitivi del lungolago e, dopo la bocciatura praticamente unanime del prototipo posizionato un anno fa a Sant’Agostino, la Regione con l’assessore agli Enti locali Massimo Sertori aveva spinto per la soluzione di lasciare la vista completamente libera non mettendo quindi alcuna protezione. Rapinese aveva invece sostenuto la necessità e l’obbligo per Palazzo Lombardia di posizionare i parapetti innanzitutto per una questione di sicurezza. Nel frattempo, è passato oltre un anno senza che ci siano stati altri incarichi di progettazione. Ma cosa penseranno i comaschi della nuova proposta? In tutti i sondaggi fatti da “La Provincia” negli anni e nei mesi passati la maggioranza dei lettori aveva sempre chiesto a gran voce di riutilizzare quelli con i timoni storici, che erano stati realizzati per il lungolago comasco nel 1899 dall’azienda Bernasconi, poi restaurati dal Comune e riposizionati dalla stessa Regione Lombardia durante la prima parziale riapertura della passeggiata. Successivamente era stato spiegato che una loro riproposizione era stata bocciata dalla Soprintendenza, ma l’Ente di tutela del Paesaggio nel parere del 27 giugno di un anno fa, quando aveva giudicato non adeguato il prototipo di Sant’Agostino, aveva invece invitato Regione e Comune a «valutare la riproposizione degli elementi storici ancora riutilizzabili (il parapetto a timoni presente ancora in buona parte del lungolago) anche producendo in copia identica gli elementi mancanti per completarne lo sviluppo per la lunghezza necessaria» ipotizzando anche un possibile arretramento in modo da rispettare le norme e, comunque, riaprendo le porte ai timoni tanto amati dai comaschi. A quelli storici, o comunque, a qualcosa che li ricordasse e che in qualche modo diventasse un elemento unico per la città di Como. Questa strada non è però stata percorsa e ora sul tavolo c’è l’addio ai timoni e l’arrivo delle bacchette.
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